— E poi, signore, il fattore quest'oggi non è in città....
— Sta a vedere, che, perchè sua signoria non s'incomodi a tornare un'altra volta, toccherà a me a far da fattore! e tra il brusco e l'ironico volgeva le spalle al meschino che tenendogli dietro pregava:
— Per carità, signore, anche una parola! A casa muoiono di fame...! Mia madre ammalata.... Cinquanta franchi per lei sono niente, per noi la vita!...
— Eh vattene! rispos'egli; non mi seccare con cotesti piagnistei, che se i cinquanta franchi ti vengono, io non ho mica l'intenzione di trattenerteli. Intendi, o non intendi? conchiuse mostrando la porta all'infelice che colle mani tese e col volto atteggiato ad ineffabile dolore ancora pregava misericordia. Dovette andarsene. Nell'uscire di quella casa, gli venne un pensiero. Si calcò il cappello sugli occhi, e lì vicino colle spalle appuntate alla muraglia si morsicava in silenzio le labbra. Era domenica, quella contrada frequente, perchè il duomo e la piazza vicina. Attraverso le lagrime, che gli gocciolavano tacite per le guance emaciate, egli vedeva sfilarsegli dinanzi una quantità di gente. Erano giovinette colla paniera che correvano per recare un abito nuovo, ed un elegante cappellino a qualche signora del vicinato, erano canonici paffuti, dal maestoso portamento, e passando gli vellicavano la faccia lagrimosa coi loro morbidi mantelletti di seta; e poi belle signore tutte camuffate, giovinotti dalla vispa andatura, dal ridere affettato, che or si attruppavano, or fermavansi in liete chiacchiere, or salutavano alle finestre di facciata, e dietro a loro un profluvio di odorate essenze; indi donne ed uomini ancora e fanciulli, e tutti volti sconosciuti, che non davano un guardo a lui, che non comprendevano, e certo non importava loro di comprendere, ciò che passava nel suo cuore. Finalmente uscì di casa anche colui ch'egli aspettava; allora Pietro si mosse a camminargli dietro. Quando furono rimpetto al duomo, il signore entrò. Una quantità di gente stava intorno al pulpito. Vedevi una devota attenzione su tutte quelle facce sollevate in alto. Il predicatore era un giovane sacerdote in còtta e stola, pallido il volto e come estenuato dallo studio. La sua voce aveva un non so che di grave, e pari alle note dell'organo rimbombava armonica per le volte della maestosa cattedrale. Quando quel siffatto signore fu a portata di distinguere i suoni, raccolse queste parole:
«Siate misericordiosi, come misericordioso son io, ed imitate me vostro Creatore, che non solo a voi, ma anche agli uccelli del cielo ed alle fiere del bosco preparo l'alimento. Se io ho provveduto alla vita di tutti, come potrò vedere senza adirarmi che l'uomo pèra per colpa dell'uomo dalla miseria e dalla fame distrutto? Al mio cospetto fra il ricco ed il povero v'ha forse disuguaglianza? Sono tutti della medesima creta impastati, e tutti un giorno in quella egualmente devono trasformarsi. Che se tu possederai le ricchezze e chiuderai le tue viscere alla misericordia, sarà da te lontana la mia pietà; e se non avranno i poveri le primizie delle tue biade, e te ne starai pascendo e satollando il cuore di tue ricchezze, piomberà sopra di te l'afflizione, e tu piangerai indarno con mesti ululati nel turbine della sciagura ravvolto; e vedrai putrefatte le tue facoltà e consumate dalle tignuole le tue vestimenta, arrugginiti i tuoi metalli, e quella ruggine, a guisa di fuoco, consumerà e divorerà la tua carne.»
Girò gli occhi sull'udienza, e come per caso gli si fermarono su d'una faccia pallida, ch'ei tosto riconobbe. Era Pietro. Gli stava piantato di costa e senza por mente nè al luogo dove trovavasi, nè alle parole del predicatore ch'egli non intendeva, in maniche di camicia, colla giubba sulle spalle e col petto scoperto su cui potevi contare le costole, guardavalo fiso fiso. Cercò più volte di sottrarsi cangiando di posto; ma indarno, cangiava anche l'altro. Pareva che si fosse prefisso di voler stargli sempre in cospetto, come il rimorso di una mala azione, e di morire dinanzi a' suoi piedi. Gli corse un brivido per l'ossa, più non intese le parole della predica, e in quella folla di uditori che gli stavano d'intorno più non vedeva che una sola figura; quel contadino cencioso, che a guisa di scheletro si rizzava sulle nude gambe, col volto disfatto, coi capelli irti e cogli occhi incavati, fisi in lui e guardanti con un'espressione così sinistra, che non potè più sopportarli, ed usciva. Attraversò la piazza, svoltava la contrada che mette a man ritta, quando s'accorse che quell'uomo gli teneva dietro. Per liberarsene, entrò in una bottega da caffè. L'ostinato contadino niente curando quei signori ivi adunati si adossò al pilastro della porta, e come una mala cariatide continuava a minacciarlo degli occhi, il cui lampo aveva non so che di tremendo. Quel signore, come confuso si cercò allora in saccoccia; e se lo levò dinanzi gettandogli un tallero. Pietro corse a provvedere un po' di carne per sua madre, poi senza assaggiar nulla, si mise di nuovo in via e volava verso casa. Trovò nella cameretta della vecchia il cappellano che recitava le preci dei moribondi. A' piedi del letto era inginocchiata la Maria. Quando lo vide, gli corse incontro piangendo, e gettandosi nelle sue braccia, non colle parole, ma col suo dolore gli narrò tutto ch'era avvenuto nel tempo della sua assenza. Il tenue soccorso, ch'egli arrecava, era già troppo tardi. La vecchia per altro s'accorse ch'egli era venuto, e lasciato cadere sul petto il Crocefisso che le avevano posto tra le mani, fece come un moto per abbracciare un'ultima volta suo figlio, e ne' suoi occhi già appannati ed immobili parve che lampeggiasse un raggio d'affetto. Moriva consunta dall'inedia, moriva tra i suoi cari impotenti a soccorrerla, e pareva che lasciasse questo mondo consolata dal pensiero di alleggerire ad essi il peso dell'esistenza. Il sacerdote continuava a recitare le preci della Chiesa, e la sua voce grave e devota colla potenza della religione impediva i trasporti del dolore. Non ardivano interromperlo, e piangevano sommessi, e gli ultimi momenti di lei passavano tranquilli e rassegnati. Quando la candela benedetta, che le tenevano appressata alla faccia, arse immobile, egli intuonò il De profundis, e gettato uno spruzzo di acqua santa sul cadavere prese per un braccio Pietro, e lo condusse fuori. Lo lasciò piangere buona pezza fra le sue braccia, poi sedutosi con lui vicino al fuoco cominciò dolcemente a rimproverarlo, perchè egli avesse tenuta nascosta così la sua trista situazione. — Io non poteva, è vero, diss'egli, darti dei grandi aiuti, che son povero e son padre di molti poveri: ma nondimeno nella maniera che mi fosse stato possibile ti avrei soccorso, e, se non altro, colle mie amicizie. — Nel partire voleva condurlo seco in Canonica; ma il pover uomo era sì stanco dal viaggio, sì estenuato dall'inedia e dal dolore, che andò a gettarsi nel suo meschino letticciuolo. Ivi fu assalito da crudeli pensieri. Appoggiava la testa al muro, e sentiva sul cranio il ghiaccio della parete. Nella cameretta contigua colla testa appoggiata alla stessa parete giaceva sua madre morta, e morta di fame! Udiva il piangere del suo piccolo figliolino, che andava facendosi sempre più fioco, ed in ultimo non era più che un gemito prolungato e così pietoso, che gli rimbombava nel cuore; e abbasso nella via passavano i mugnai cogli asini e coi muli carichi di biada; egli udiva il pestare delle zampe e le grida dei conduttori. Poche pugna di quella biada bastato avrebbero a salvargli sua madre.... Oh se i ricchi avessero voluto cedergli una delle loro facoltose giornate! quello che nelle loro case si gettò ai cani!... Tanti in questo mondo che nuotano nel ben di Dio, ed egli tapino neppur un tozzo di pane per vivere! A ventisei anni essere in letto esinanito dalla miseria, tanto debole da non poter neanco voltarsi dall'altra banda, aver veduto sua madre morire priva di ogni soccorso, sentire i pianti della sua creatura, pensar sua moglie.... e intanto altri nella seta, nell'oro, in mille delicatezze! In quel momento gli parve orribile la giustizia degli uomini, ed era tentato di spaccarsi il cranio pestandolo sulla parete che gli serviva di guanciale. Ma l'immagine di colei che era di là gli si presentò dinanzi come l'aveva veduta poche ora prima, colle labbra appoggiate ai piedi del Crocefisso, rassegnata a chiudere nel dolore una vita menata tutta di dolore; gli sovvenne l'ultima occhiata ch'ella gli diede, l'amore con che gli stese le braccia moribonde, come per stringerlo al cuore e confortarlo a patire; rammemorò l'affetto ch'ella gli aveva sempre portato; le preghiere che dalle sue labbra aveva imparate, quando nella chiesa ancora fanciulletto gli mostrava l'altare e insegnavagli a devotamente giugnere le mani; recitò quelle preghiere per lei.... e nella sua memoria quietato, chiuse gli occhi lagrimosi e s'addormentò.
Alcuni giorni dopo che fu dato sepoltura a sua madre, il cappellano lo mandò a chiamare. Andò Pietro in Canonica, e il buon prete, dopo averselo fatto sedere vicino, cavò di tasca una lettera, e spiegatala gli disse:
— Qui mi scrive un mio amico, il signor tale, che vi prenderebbe al suo servizio. Gli è un galantuomo, che converte in belle piante di mori e di viti gli zecchini che gli ha lasciato suo padre, e dà da vivere alla povera gente. Avreste dodici soldi al giorno e due libbre di farina; la domenica e il giovedì minestra, e un boccale d'aceto per settimana.... Adagio, compare, soggiuns'egli al contadino, che a quella proposta aveva aperto gli occhi e si consolava come a una fortuna insperata, tu hai moglie e un figlio; non devi abbandonare la poveretta senza ottenere prima il suo assenso. — La mandarono a chiamare, e quando si fu seduta lì presso loro, il cappellano le espose il contenuto della lettera, e poi con dolci parole la confortava a dir schiettamente se acconsentiva. Maria abbassò la fronte. Questo abbandono del marito era dolore non preveduto e tanto crudele, ch'ella lo sentì nel cuore fisicamente come la punta di un ferro. Nella sua misera condizione ella aveva bisogno di una creatura che seco dividesse i patimenti e le lacrime. Partito l'uomo a cui tutti si volgevano i suoi pensieri, i suoi affetti, che sarebbe stato di lei vedova e tapina nella solitudine della sua povera casetta? e in quali braccia si sarebbe gettata, se per avventura le morisse intanto il bambinello già tanto debole e malaticcio? Pure raccolse tutto il suo coraggio, e presa la mano del marito:
— Andate, disse: vivete almeno voi! — e due grosse lagrime le caddero dagli occhi.
— Vivrete tutti, soggiunse il cappellano intenerito; confidate nella provvidenza di Dio! E intanto voi partite subito: poichè a questa si ha da venire, è meglio finirla. — Allora i due poveretti si abbracciarono; e Pietro senza poter dir parola, ma cogli occhi raccomandando al buon prete la sua donna piangente, si tolse di lì, e si pose in via alla volta del bel paesetto dove abitava quell'amico del cappellano. Arrivò sul mezzogiorno. Il padrone lo mise tosto nel novero dei lavoranti. Era una turba di cinquanta e più uomini, che in quell'ora entravano tutti nel cortile; e in cucina in una gran caldaia si rimestava un'enorme polenta per quelli di essi che avevano scelto di riscuotere così la lor porzione di farina. Pietro in quel primo giorno l'ebbe anch'egli cucinata. Ma poi cominciò a farsi ben volere dal castaldo e da sua moglie. Era compiacente, attivo, aveva bei modi; e poi, nelle ore di riposo ispazzava la cucina, attigneva l'acqua, dava mano alle faccenduole di casa, di maniera che lo presero a pranzo con loro; ed egli in capo a due settimane potè mandare alla Maria un bel sacchetto di farina e tutti i soldi delle giornate, che il padrone pagava puntualmente ogni sabbato. Quel signore trasse in quell'anno un grand'utile dalle braccia dei poveri ch'egli seppe impiegare. I magliuoli da lui piantati hanno prosperato magnificamente, e i mori a ceppaia, e quelli d'alto fusto, che da ambi i lati mettono confine ai filari delle viti sono ora giganteschi, e servono di modello agli agricoltori di que' contorni. Pietro, con un senso di riconoscenza, visita ogni anno questa bella piantagione, e nei giorni testè passati additava tutto allegro la molta uva pendente da quei tralci rigogliosi. Pareva che ve l'avessero appesa col filo, tanto il Signore si era compiaciuto di benedire i sudori del povero, e la benefica industria di quel bravo possidente.