— Non è vero niente, rispose ridendo.

— Non è vero? ed io ti dico di sì. Tu eri allora già partita.

— Ma se la Miutte non è stata pei prati nè punto nè poco!

— Vuoi dirlo a me?

— Sicuro a lei! Ella è dalla Maddalena.

— Chi è questa Maddalena? chiese allora il dottore fumando, e schiacciando un tantino colle dita la punta del sigaro.

— Quella poveretta che sta laggiù accosto a' cipressi, e che or saran due anni ch'è inchiodata in letto.

— Una malata? e nessun m'ha chiamato? vado subito a vedere di lei. E mosse verso la casuccia indicata, contento di questa combinazione che gli dava agio di rivederla. Mentre con passo affrettato attraversava il villaggio, il pensiero gli correva alla donna, il cuore gli palpitava come se si fosse trattato d'un colloquio d'amore. Aveva tanto parlato di lei in quella giornata, il suo desiderio di vederla nella festa era stato così vivo, l'allegria, gli amici, la spensierataggine dei loro discorsi, le spacciate millanterie, e per ultimo l'essere stato deluso e un po' canzonato gli aveva talmente esaltata l'anima, che aveva finito col trovarsi riguardo a quella giovane, non nella sua posizione reale, ma in quella che aveva immaginato e procurato di far credere agli altri; ed ora a questo abboccamento che il solo caso gli offeriva, e' vi andava come se di comune intelligenza fosse stato prima da entrambi concertato. Aveva in animo di farle finalmente dichiarazione d'amore e d'adoprare ogni possibile artifizio per trarla a corrispondergli. Se lì non gli veniva fatto di parlare a quattr'occhi, pensava d'accompagnarla a casa. Era notte: la villa deserta, perchè vicina l'ora della cena; questa volta l'occasione gli si presentava propizia. Giunto ai cipressi, vide a man ritta una casuccia meschina, che guardava su d'un cortiletto chiuso d'una palafitta di canne, e indovinò che fosse l'indicata, perchè dalle fessure della finestrella in alto traspariva un po' di lume. Le altre case, dove non c'erano ammalati, a quell'ora apparivano illuminate soltanto in cucina. Picchiò, nessuno veniva; s'accorse allora che i cancelli erano aperti. Attraversò in punta di piedi il cortile. Spinse leggermente la porta di casa, ch'era del pari socchiusa. Sul focolare due tizzi semispenti, che ogni qual tratto davano ancora una vampata, gli rischiararono quel miserabile tugurio dove non c'era anima viva, ma il lume scendeva dall'apertura della scala e dal soffitto in qua e in là rosicchiato dai sorci e logoro dal tempo. Le donne erano lì sopra; ei le udiva chiacchierare e di tratto in tratto i salti d'un bambino gli spolveravano il cappello e le spalle. Ascese pian piano, e fermatosi sulla soglia col dorso allo stipite che rimaneva al buio e cogli occhi nella camera, contemplò per un momento inosservato la scena che gli si presentava. Una rozza lucerna di ferro appesa alle travi illuminava parcamente la stanza e disegnava a grandi ombre sè stessa, or sulle screpolate pareti, ora sul letto, a seconda che la faceva girandolare l'aria ch'entrava dalla mal riparata finestrella. Un bel fanciulletto ch'ei tosto ravvisò pel bambino della Miutte, correva su e giù, e rotolavasi per lo spazzo facendo ogni sorte di capriole. La Miutte era seduta presso il capezzale ed aveva sulle ginocchia un altro bambino esile e più piccolo del suo; un bambinello biondo, coi capelli fini fini non pettinati, che d'intorno alla testina, stando alti, formavano come una specie d'aureola leggera e trasparente che gli dava somiglianza di quel fiore fragilissimo che dipingono nelle mani del Tempo. Ella lo vezzeggiava e ogni tanto chinavasi a raccogliere or l'uno or l'altro dei due pomi con cui il piccino trastullavasi. Al colore dei capelli, alla fisonomia, all'amore con cui stava riguardandolo, ei conobbe nella malata la madre.

— Senti, Maddalena, bisogna proprio che tu ti risolva.... — diceva la Miutte a questa povera creatura, che lì distesa in letto, atteggiata il volto di grande malinconia stava ascoltando in silenzio, come chi vede la necessità di un sacrifizio e nell'istesso tempo ne sente tutta l'amarezza. All'aspetto di tanta miseria il dottore aveva sentito mancarsi l'anima e non ardiva inoltrarsi; ora le parole della Miutte gli destarono curiosità, e stette ad intendere il fine del discorso.

— Ve' Maddalena, si tratta del tuo Giannetto. Come vuoi pretendere ch'ei cresca e viva chiuso in questa camera? A noi contadini fa d'uopo del sole, dell'aria, dei campi; noi siamo come gli uccelli, rinserrati non possiamo campare alla lunga, e il tuo povero piccolo sente già il danno della vita meschina a cui è condannato. Chi direbbe che avesse più tempo del mio Pierino? È sparuto, che rassomiglia un gambo d'insalata in bianco! Ma in coscienza mia ti morirà.... Pensa che ha due anni e che ancora non cammina, e che se ti ostini a tenertelo qui, finirà pur troppo col non camminare giammai!