— Mamma, Tinetto non può piue; me lo piglio in braccio?
— Oh sì davvero! volete rompervi il collo? — e fermatasi, — Santa Vergine! esclamava, che pena con queste creature! Se non fosse stato quel birbo di quel signore, che co' suoi rimbrotti ci ha tutta inimicata la gente, già colui della sbarra ci dava da dormire. Ora bisogna andarsene all'altro villaggio; quando arriveremo, saranno già tutti coricati, e ci toccherà di serenare sulla strada. Lela, vuoi camminare tu con Giacomino, e io procurerò di prendermi in braccio l'altro? Ma fatti alcuni passi, il suo stato l'obbligava a metter giù il fanciullo e a sedersi sull'orlo d'un fosso per riposare. — Mamma, e non ci darai pane questa sera? chiedevano i bambini. — Povere le mie viscere! E non avete veduto come ci hanno maltrattati? Oh Dio, Dio!... Ahi! che lampo d'inferno. Vogliono proprio abbruciarla quella povera fortezza! — diss'ella abbarbagliata dal vicino splendore d'una delle tante bombe, che in quella notte si lanciavano contro Palma; e tornò ad alzarsi come per fuggire al fracasso che la intronava. E così trascinandosi alla meglio giunse finalmente al villaggio che giace alla diritta della strada postale.
Non lungi dalla chiesa, in un cortile dinanzi a una casa colonica vedevasi un focherello d'intorno al quale si agitavano alcune persone. Ella si diresse a quella volta. Erano contadini che avendo i bachi in cucina preparavano la cena lì all'aperto. — O, di casa! disse la donna. Potreste darci ricovero per questa notte? La fecero entrar subito, e vedendola in quello stato, vollero che si assidesse in loro compagnia, mentre aggiugnevano un po' d'acqua nella caldaia. Chiacchieravano delle vicende della guerra, e la poveretta, rinfrancata da quell'accoglienza ospitale, osò dire ch'era di Jalmicco.... — Oh la disgraziata!... sclamò la padrona di casa lasciandosi cader di mano la mestola con cui gettava nel paiuolo la farina, e tutti gli astanti cangiarono d'aspetto e si misero a sogguardare sospettosi la forestiera e i suoi piccoli, come se quella parola fosse stata una bestemmia. — Voialtri Italiani, disse un vecchio venerando che dai bianchi capelli e dal rispetto con cui veniva trattato pareva il capocchia della famiglia, foste severamente puniti. Io non sono stato a Jalmicco, ma mi dicono che sia una vera desolazione.
— O messere, rispose la poveretta, là non c'è più una sola casa in piedi! Mucchi di sassi anneriti dal fuoco, calcinacci che ingombrano la piazza e le strade, la nostra bella chiesa tutta rovinata, fin le pietre de' sepolcri spezzate, le reliquie e le immagini dei santi disperse, mutilate, insozzate.... Oh mio Dio!... e in mezzo a quella distruzione acquartierati i soldati che insultano a' meschini che osano rovistare tra quelle macerie....
— Eravate in paese quando diedero il fuoco?
— Mio marito era ne' campi. Io meschina a casa colle creature. Mia suocera spaventata corre ad avvisare che vengono. Per paura dei soldati, fuggo. Avevo al collo il cordon d'oro, mi penso che potrebbero rubarmelo, lascio i piccoli sulla via e torno addietro a nasconderlo nella cassa.... Oh! Io aveva una bella cassa, piena zeppa di biancheria e tanti vestiti da far invidia a una regina. Mi cavo perfin la pezzuola ch'era di seta, e stupida la ripongo colle altre robe per prendermi cotesto straccio che solo mi è rimasto. Poi via per i campi, e dietro s'udivano le fucilate e lo scalpitare dei cavalli e il parapiglia dei miseri paesani. Oh Dio! non avevo fatto un miglio, quando un gran fumo cominciò ad alzarsi nel sito del nostro villaggio e poi a' quattro lati le fiamme, e poi qui e colà altri villaggi ardevano. Che notte di orrore! e non saper niente di mio marito! Ogni qual tratto ci raggiugnevano turbe di fuggenti coi bambini in collo, coi vecchi e cogli ammalati che strascinavano, e chi ci diceva che lo avevano fucilato, chi ch'era morto sul campo calpestato dalla cavalleria. Tre giorni stetti ramingando come forsennata appiattandomi nei fossi. Finalmente ei venne, e mi disse che di tutta la nostra roba non ci rimaneva più nulla come qui su questo palmo di mano.
— Poveretta! poveretta! dicevano singhiozzando le donne commosse da quel racconto; e dimenticate che si trattava di ribelli. — E la casa? era vostra la casa?
— Era mia, diss'ella, e ci avevamo speso ad aggiustarla ducento ducati; tutti i nostri risparmi, l'anno passato.
— Non avete nessuno dei vostri che possa soccorrervi?
— I miei fratelli sono su d'una buona colonía e per mangiare polenta se la campano, ma sono entrambi pieni di prole: una sorella moglie del gastaldo del conte B; le altre due maritate lì nel villaggio adesso sono a pane esse e i loro figliuoli: e mio padre? e mia madre che non hanno più nulla...? O mio Dio, ci vuol altro per soccorrerci tutti...! Dev'essere in questi contorni una mia cugina, aggiunse ella, dopo un momento di pausa nel quale s'aveva asciugato col dorso della mano le lagrime che le scorrevano lungo le guance macilenti. Sono tre anni che ho saputo ch'ell'era a servire in una buona casa di contadini, e siccome quand'eravamo fanciullette e vivevamo insieme, ella mi voleva un gran bene, così di quel poco che poteva, cercai di aiutarla.... Forse ch'ella adesso si sarà maritata....