— O povera Madre nostra, che cosa hanno fatto del vostro divin bambino? Dove sono le croci d'oro che gli fregiavano il petto? Dove le tante rose di cui vi avevamo nei dì solenni adornata?...
E continuavano variando all'infinito cotesti lor treni. Quelle facce sparute e lacrimose, quei tanti fanciulletti scalzi e macilenti che seguivano le loro madri, quella popolazione tutta cenciosa che colle mani giunte e in divoto raccoglimento gli sfilava dinanzi trasportando, come gli esuli dell'antica Troja, gli avanzi venerati del suo culto, quelle preci e quei mesti lamenti conturbarono il barone e quasi suo malgrado lo commossero. Indarno per cancellare quella triste impressione egli procurò d'immergersi con tutta l'anima nella gioia del convito. Nè la lieta accoglienza che ricevette, nè le strepitose notizie venute proprio in quel momento dall'Italia, nè i reiterati evviva al magno Radetzki poterono in nessun modo cavargli dalla memoria il miserando spettacolo di cui era stato testimonio. Fra i bicchieri colmi di vino e l'allegria degli entusiastati compagni, altro ei non vedeva continuamente che la lunga e lugubre processione degli abbruciati di Jalmicco.
VIII. GUSTI DELLA CAMPAGNA.
Non andò guari che la fraile Cati cominciò a risentire il benefico influsso dell'aria libera dei campi, ch'ella aveva tanto desiderato. Appena partito il barone, ella s'era messa a godere con tutta pienezza di quella vita campestre, e rinunziato ad ogni etichetta pranzava in compagnia della gastalda e di suo marito, usciva a far delle lunghe passeggiate colla Rosina loro figlia, una ragazzetta di quindici anni che le si affezionò ben presto come se le fosse nata sorella; vestiva semplice, e trovava un gran piacere a conversare così alla buona con essi e colle comari del paese facendo uso del suo nativo dialetto, le cui frasi erano sopravvissute nella memoria ad onta della straniera educazione, ed ora nel riudirle e nel tornarle a proferire le pareva di rivivere negli anni beati dell'infanzia.
Alzarsi ogni dì mattutina per respirare l'aura balsamica dell'alba e ricrearsi dello spettacolo del sole nascente, del canto degli uccelli, delle danze fantastiche delle variopinte farfalle; vederlo tramontare assisa in riva al torrente, le cui onde illuminate dagli ultimi raggi le passavano dinanzi in rapidi volumi di oro e di porpora; bevere gli effluvi dei tanti fiori che su quell'ora malinconica prima di chiudere al riposo i vaghi lor calici sogliono esalarli più dilicati come un addio alla luce moribonda; contemplare nei notturni silenzi l'immenso stellato dei cieli e la mite vaghezza dei raggi lunari, quando si diffondono come piove d'argento sul vaporoso creato; coteste erano delizie ch'ella preferiva a tutti gli spettacoli che l'arte più raffinata avesse potuto offerirle nella società in cui aveva fino allora vissuto. Ma un'altra sorte di piaceri assai più cari al suo cuore ella sapeva procurarsi in quella solitudine. La sua ricca condizione e la liberalità dello zio la ponevano in istato di poter soccorrere molti disgraziati, ed ella come angelo di consolazione volava dappertutto dove sapeva di poter tergere una lacrima. In breve si sparse la fama della sua beneficenza, e in que' contorni ell'era conosciuta ed amata come la madre dei poveri. Un dì, sul finire dell'autunno, sedeva al solito su d'una pietra dirimpetto al pozzo col cestellino al fianco, e agucchiava lesta lesta ricambiando ogni qual tratto gli affettuosi saluti delle contadine che s'avviavano ad attignere. In fondo al villaggio vedevasi aperta la porta della Chiesa; alcuni fanciulli s'andavano aggruppando là intorno, come se avessero aspettato qualche novità, e il concorso delle donne all'acque era in quella sera più dell'usato numeroso.
— Che abbiano proprio da battezzarlo nella nostra chiesa? interrogava una di esse.
— Ma sì! almeno questa mane sono stati ad avvisarne il curato; e poi non vedete il sagrestano che aspetta?
— Se fosse vero dovrebbero venir innanzi....
— Mi par grossa, diceva un'altra, che una creatura di quei di là s'abbia da battezzare in chiesa di cristiani!
— Oh bella! quand'è nata sul fenile di messer Valentino, vorresti che la portassero fuor di paese?