— Oh, non dir così! Una volta tu mi volevi bene.... Su via, quietati per amor mio! Ma la fanciulla non l'ascoltava, e agitata da un terribile pensiero si torceva le dita gridando:
— Oh la guerra maladetta!.... Me l'hanno adescato con infami promesse.... ed egli, Oliva, egli che non ha mai torto un capello a nessuno, che non sapeva uccidere una mosca! egli è corso a scannare i fratelli come si corre ad un festino!.... L'avevano talmente imbriacato, che quando partì, potè lasciarmi senza piangere.... Doveva essere l'ultimo addio, e non ci siamo nemmanco abbracciati! È morto, Oliva, col peccato nel cuore! e Dio l'ha permesso perchè io fui crudele con te.... Gli è per colpa mia ch'egli arde adesso nell'inferno.
— Mariuccia! Possibile che tu possa proferire di simili bestemmie? Oh! non sai tu che la misericordia del Signore è infinita! Io non so parlare, vedi, perchè sono una povera donna; ma se fosse qui il nostro buon parroco di Jalmicco, egli sì, saprebbe insegnarti come a noi non tocca entrare negl'imperscrutabili giudizi di Dio....
— Oh ti prego! lascia stare i preti. Gli è per colpa delle loro prediche ch'io sono diventata cattiva!
— Può essere, replicò allora l'Oliva, che qualcuno de' vostri preti traviato dalla passione vi abbia detto una parola di sangue; ma non sono poi mica tutti compagni! Oh se tu conoscessi quello che io ti nominava! Se tu conoscessi quello che io ti nominava! Se tu avessi veduto la carità infinita con cui egli ci assisteva nel terribile nostro infortunio! La sua canonica era abbruciata, ridotto povero e nudo come noi, e nondimeno sempre con noi a dirci parole di conforto, a soccorrere come poteva i malati, a placare l'odio nei nostri cuori! — E le raccontava, ora le sue parole al letto di un moribondo, ora le preghiere ch'egli innalzava pe' suoi desolati parrocchiani nella chiesa guasta dalle fiamme, ora diversi tratti di quel cuore tutto viscere di misericordia per essi, e spesso tornava in cotesto argomento, e tante gliene disse, che finalmente un giorno l'ammalata mostrò desiderio di vederlo. L'Oliva corse subito in traccia di lui, ed egli nella sua evangelica carità venne a consolare gli ultimi momenti della tribolata. Le disse parole di pace e di perdono quali ella non aveva mai più sentite. La sua vita di sacrificio e l'intemerata sua fama accresceva autorità al suo santo ministero. Ascoltò con pazienza tutti i dubbi che travagliavano la poveretta; lasciò che tutta gli narrasse la storia del suo infelice amore; e quando con molte lagrime confessò il suo peccato e la disperazione in cui era caduta, — Figliuola, le disse, la misericordia di Dio non ha confini, e le sue vie, alle nostre menti ristrette, sono spesso impenetrabile mistero. Fra questi stessi uomini di sangue che sono venuti nel nostro paese a spargere la desolazione e la rovina, io ho veduto più d'uno che piangeva il misfatto de' suoi feroci fratelli. Ho veduto un croato inginocchiarsi dinanzi alle nostre immagini mutilate, accarezzare le ossa dei morti che i suoi per insulto avevano cavate dai sepolcri, picchiarsi il petto e deporre sul nostro altare il suo obolo! Quella lacrima e quell'obolo certo Iddio non li avrà lasciati ire perduti; forse ch'essi avranno impetrato al meschino un lampo di luce che lo ravveda ne' suoi ultimi momenti, forse che saranno seme destinato a redimere, quando che sia, quella povera nazione abbrutita, che ora si fa strumento di chi opprime! O sorella, Dio conta tutti gli aneliti del nostro cuore, e se qualche volta ha battuto a bene, credi pure ch'egli saprà largamente ricompensarci! La gioventù dell'uomo che amasti fu pura.... Oh non gli sarà, no, mancato nel suo morire un buon pensiero! Guai a te! se ti fossi ostinata contro questo Padre di misericordia, che ti chiama fra le sue braccia, e dove forse rivedrai colui che quaggiù sulla terra ti aveva data la sua fede! Che sarebbe di te, se accecata da troppo mondano amore, ti fossi trovata perduta per sempre, e per sempre divisa dall'amante che Iddio ti aveva pure conceduto? — Ella pianse pentita, e risovvenendosi delle sue smanie passate, prima di ricevere il Viatico mostrò desiderio di chiedere perdono a tutti quelli che aveva scandolezzati. Ma egli nello stato di estrema debolezza in cui la vedeva, temendo che la troppa commozione potesse riuscirle fatale, non glielo permise, ed assunse invece di adempier egli per lei a cotesto atto di cristiana pietà. Sul fare dell'alba le portarono il Signore. Nella camera erano la Lisa e l'Oliva; la padrona di casa non aveva osato entrare per paura di disturbarla, e piangeva inginocchiata sulla porta. La febbre aveva ripigliato con furia: quella faccia così colorita dall'accesso era pur gentile! pareva che nelle sue ultime ore ell'avesse voluto infiorarsi ancora una volta di tutta la sua passata bellezza, e gli occhi le risplendevano, come la favilla che prima di estinguersi manda più viva la luce. Dopo ricevuta l'estrema unzione il male peggiorò di modo che a momenti la levava di sè, e allora tornava col pensiero al suo fidanzato e gli parlava come se fosse stato presente.
— Non andar in collera, Vigi! Vengo subito, Vigi.... Vedi, sono già vestita. Ah poveretta me! mi dimenticava di puntarmi nelle trecce quel garofano che mi hai donato a Madonna di Strada. Guarda com'è bello! Pare spiccato adesso.... L'ho fatto rivivere io a forza di lacrime.... Che specchio è codesto? Non ci si vede lume.... Aiutami, Lisa. — E colla mano pallida si cercava tra i capelli. — Adesso son pronta, andiamo! Ma dov'è tua madre? Non voglio mica partire senza salutarla. Madre!... O madre!.... perchè non vieni a darmi la tua benedizione prima che vada all'altare? Io era poverina e nuda e abbandonata da tutti, ed ella mi ha raccolta; mi ha insegnato a guadagnarmi il pane.... Se Vigi oggi mi sposa, è in grazia di lei. Oh voglio vederla! Tutti mi han perdonato, perfin l'Oliva. Oh, anch'ella deve perdonarmi! Mi sono confessata.... Ho tornato a pregare il Signore.... Era tanto tempo che non osava entrare in chiesa!.... Anche Vigi si è pentito! me l'ha detto questo santo sacerdote.... e gli anelli, non sono roba saccheggiata.... li devono benedire sull'altare! Quando li avrò in dito mi staranno pur bene, Lisa!.... Ah! la testa mi gira... non reggo più!.... Ma perchè tutte quelle candele accese? E una croce nera?.... Questo corteo non è da nozze.... Or via, non pregate in tuono così lugubre! —
Alla raccomandazione dell'anima parve ritornasse in sè, perchè volle baciare il Crocifisso, e disse alla Lisa:
— Prega per me che già sono moribonda! — Poi vedendo l'Oliva che piangeva, scosse la testa e, — Non piangere! disse, che oramai cotesto è il meglio per me. Finisco di patire! e di lì a poco stendendole una mano, — Quando sarò sotterra, ti ricorderai qualche volta di me, non è vero, Oliva? Ma.... senza rancore!.... — Oliva accorata si chinò sovr'essa e non osava stringerla al seno di paura che le restasse fra le braccia. Il sacerdote vide l'effetto di quelle povere due anime purificate dal dolore, e ripensando agli odj passati si commosse. — Grazie a te, buon Dio, diss'egli, che nella tua misericordia ti compiaci a confondere l'opera crudele dei nostri nemici! Hanno seminato il sangue e la vendetta, hanno diviso i fratelli! ma ecco che i cuori ritornano. Oh sì, figliuole! i nostri cuori sono fatti per amarci, per perdonarci. In questo solenne momento consecrato dalla morte, noi vogliamo pregare insieme per il nostro povero paese! Oh sì!.... l'una nelle braccia dell'altra pregate perchè cessino una volta le ire funeste che lo hanno così miserabilmente lacerato, pregate perchè i fratelli si ricordino dei fratelli, e se abbiamo comune la lingua e la patria, ci conceda anche il Signore di riabbracciarci tutti in un solo pensiero di unione e di amore! Offeriamo a lui le nostre lacrime perchè lavino i tanti peccati che ne' due ultimi anni han contaminato questo lembo di terra italiana! Ecco un'anima che già sta per entrare nella luce eterna. I dubbi di questa terribile ora, le pene dell'agonia, il sacrifizio della giovine vita, sieno un'ostia di espiazione e di pace! Raccogli, o sorella, tutte le tue forze, e nel bacio del tuo Dio crocefisso sollevati alla sublime carità di quest'ultima preghiera! — Ella congiunse le mani, stette un istante pregando con grande affetto, poi mosse le labbra a baciare il Crocefisso offertole dal sacerdote, e pronunziando queste parole: — Pace!.... Perdono!.... Ci riunisca tutti il Signore! — a guisa di persona stanca depose il capo sul guanciale; ed era passata.
XI. LA LETTERA.
L'Oliva dopo che ebbe assistito ai funerali della sua povera cugina tornava a casa col cuore saturato di lacrime, impaziente di abbracciare il marito e' figlioletti, di rivedere la buona fraile; e adesso che aveva tanto patito, ella sentiva come bisogno di confortarsi un poco nel loro affetto. Quando fu vicina al villaggio, vide nella casa del barone chiuse le finestre dell'appartamento della fraile. Un sinistro presentimento le fece tremar l'anima. Fosse ammalata?.... E prima della propria famiglia corse a vedere di lei. In cortile i cavalli attaccati, e sulla porta del salotto il barone afflitto in vista e così stralunato ch'ella non ardì abbordarlo, tanto più che quella fisonomia rimastale sinistramente impressa nella sera di N.... le aveva sempre inspirato una specie di ritrosía: tutta la servitù mostravasi mesta, come se fosse accaduta in casa qualche grande disgrazia. In cucina trovò la Menica che piangeva.