Era in occasione di questa festa, ch'egli aveva fatto dipingere la sala e acquistate alcune mobiglie di squisito lavorio, eseguite da un bravo artefice del paese; e compiacevasi dei giudizj degli amici venuti ad ammirare il buon gusto di quelle sue nuove ricchezze, ma nel secreto del suo cuore un'altra gioia si aveva riserbata. Sapeva che la Cecilia aveva fissato di comparire in quella sera in un leggiadro abbigliamento all'orientale: or egli, al momento che si vestiva, le aveva fatto trovare sulla sua toeletta un bel finimento di corallo che completava in maniera veramente magnifica quel novello capriccio della moda. E la Cecilia in così fatto costume appariva più che mai attraente: aveva qualche cosa della poesia delle odalische; trasportava coll'immaginazione ai sogni delle mille ed una notte. Ei la vedeva accarezzata dagli occhi di tutti, mentre con una semplicità e disinvoltura piena di grazia faceva gli onori di casa, le accoglienze alle amiche, ed apriva ella stessa la danza; ma la ricompensa che in suo cuore s'aveva ripromessa non veniva. — Ella accoglieva sempre colla gioia e colla gratitudine d'una fanciulla la menoma attenzione del marito; e quegli occhi sereni, che gli dicevano senza mistero tutta la contentezza della sua anima innocente, e l'ilarità, e l'affettuosa espressione di quella cara fisonomia lo riconducevano a' suoi anni più giovani, ed era uno dei beni di che la provvidenza gli teneva consolata la vita.
Ma questa volta, o non aveva aggradito, o qualche spina secreta s'era fitta in quel cuore. Forse che la vivacità dei colori dell'abbigliamento le togliessero il brillare della consueta sua tinta, gli pareva pallida, e negli occhi pensierosa e come contristata, e forzato il sorriso e perfin la voce velata da una malinconia ch'ella indarno cercava superare.
Era più bella del consueto, ma d'una bellezza austera e meditabonda che rivelava od una sofferenza, od una lagrima. Si ricordò allora che gli parve così mutata fin dal giorno innanzi. Per gli apparecchi della festa aveva voluto recarsi alla campagna onde scegliere i più bei fiori della ricca serra che ivi tenevano. Era partita allegrissima: aveva mille progetti, di ghirlande, di mazzolini simbolici per le amiche, ch'ella stessa intendeva comporre e regalare; gli aveva su questo argomento tenuto così bizzarri propositi! folleggiava come fanno i fanciulli.... Tornò coi cristalli della carrozza ermeticamente chiusi, e discese mesta e impallidita, come se i tanti fiori che la circondavano l'avessero fatta languire coi loro troppo vivaci effluvj: così almeno aveva egli interpretato; e attribuì alla stanchezza del viaggio se lasciò che altri l'intrecciassero, e se parve dappoi poco curarsi del tanto vagheggiato festino. Ma ora vedeva la cosa sotto un altro aspetto, e pativa; e le più strane supposizioni gli facevano un tormento di quegl'istanti che aveva creduto consacrare alla gioia. Appena partite le signore, ella si era ritirata nella sua stanza da letto. Alcuni amici trattenevano ancora il conte, che non sapeva più come dissimulare l'angustia che lo amareggiava. Quando alla fine fu libero, risolse di subito chiarirsi. Dopo il suo matrimonio, era questa la prima nube che veniva a turbare la sua felicità; voleva diradarla a costo anche di trovarci sotto il dolore. — Salì le scale mortalmente agitato, ed aperta con precauzione la porta, rimase un istante perplesso sulla soglia.
La campana d'alabastro, nascosta dietro le ampie cortine della finestra, mandava una luce così debole, che non avrebbe concesso di rilevare gli oggetti, se non fosse stata riflessa dalle candide pareti e dai mobili tutti candidi di quel nitido santuario.
Ell'era coricata, e posava sugli origlieri come se avesse dormito. Si appressò in punta di piedi. Era pallida fuor di misura, dalle chiuse pupille trapelavano le lagrime, e sulla sua faccia estenuata passava senza sospetto il dolore dell'anima, come se le fosse stata dinanzi qualche amara visione. Allorchè sentì vicino l'alito di lui, si riscosse, gli stese le braccia, e con un sorriso che finiva in pianto, nascose sul suo petto la fronte coperta di rossore.
— Ma che cosa è avvenuto? ma perchè queste lagrime, buono Iddio?... — diss'egli, accarezzandola e raccogliendo colla mano le lunghe ciocche de' suoi capelli disciolti.
— Se tu sapessi, Battista, quel che ho veduto!... ti parrà una fanciullaggine.... ma io non posso aver pace.... sento qui nel cuore come un rimorso continuo....
E quando la presenza e l'affetto di lui l'ebbero alquanto rasserenata,
— O amico mio! ripigliava, io ti ho sempre detto tutti i miei pensieri: anche quelli che qualche volta ti fanno sorridere e trattarmi da fanciulla.... perchè tu sei buono e raddrizzi le mie idee, e la tua parola indulgente, e il bene che ci vogliamo, m'insegnano a farmi degna di te. E anche ieri, subito tornata dalla campagna, ti avrei detto tutto.... ma mi pareva crudeltà turbar colle mie fantasie l'allegria della festa che tu mi avevi preparata, e ho creduto di saper dissimulare....
— Oh sì! come se io non ti conoscessi...! Ma non sai tu, ch'io leggo su questa cara fronte e in questi occhi benedetti tutta l'anima tua, e che tu non puoi patire senza ch'io divida le tue lagrime? Cecilia mia, cavami di pena! dimmi che cosa è accaduto, così colla confidenza e colla schiettezza di tante altre volte....