Per lassù farvi in sempiterno vivo.

Il Boverio, annalista de' Cappuccini, ci racconta come a Ferrara la Colonna tolse a proteggere i Gesuiti, introdotti di fresco, e assistette anche di denaro i Cappuccini, a favor de' quali (egli racconta) s'adoprò acciocchè potesse raccogliersi il loro capitolo generale del 1535, sollecitatavi da frà Bernardino Ochino, che poi apostatò; a tal uopo essere ella andata anche al papa, ed espugnatone l'ordine di adunarlo. Noi potremmo opporre che ad essa è dedicata la Nice di Luca Contile, opera tutt'altro che casta, sebben l'autore fosse secretario del cardinal di Trento.

Ritirata, come dicemmo, nel convento di santa Caterina a Viterbo, la Colonna v'avea frequenti colloqui col cardinale Polo ivi residente e col Flaminio[549], col Carnesecchi ed altri amici di lui, studiosi della Scrittura. Non è superfluo l'addur questa lettera di essa al cardinale Cervini, che fu poi papa Marcello II:

Da Viterbo il 4 dicembre 1542.

«Illustrissimo e reverendissimo monsignore,

«Quanto più ho avuto modo di guardar le azioni del reverendissimo monsignor d'Inghilterra, tanto più mi è parso veder che sia vero e sincerissimo servo di Dio. Onde, quando per carità si degna risponder a qualche mia domanda, mi par di esser sicura di non poter errare seguendo il suo parere. E perchè mi disse che gli pareva che, se lettera o altro di frà Bernardino (Ochino) mi venisse, la mandassi a vostra signoria reverendissima, senza risponder altro se non mi fosse ordinato, avendo avuto oggi la alligata col libretto che vedrà, ce le mando: e tutto era in un plico dato alla posta qui da una staffetta che veniva da Bologna, senza altro scritto dentro. E non ho voluto usar altri mezzi che mandarle per un mio di servizio; sicchè perdoni vostra signoria questa molestia, benchè, come vede, sia in stampa, e Nostro Signor Dio la sua reverendissima persona guardi con quella felice vita di sua santità che per tutti i suoi servi si desidera.

«PS. Mi duole assai che, quanto più pensa (l'Ochino) scusarsi, più si accusa, e quanto più crede salvar altri da un naufragio, più gli espone al diluvio, essendo lui fuor dell'arca che salva e assicura».

Così l'umiltà salvava da quegli eccessi, a cui talvolta trae la soverchia concentrazione, sia pure ne' sentimenti più autorizzati. Molto ella ammirava il cardinal Contarini, e quando morì a Bologna il 24 agosto 1542, compiangeva perchè

Potean le grazie e le virtù profonde

Dell'alma bella, di vil cose schiva