Vedasi uno studio del protestante Michele Nicolas nella Revue moderne 1865, giugno.
[19.] Vedi Gruner, De odio humani generis, Christianis a Romanis objecto. Coburgo 1755.
[20.] Nelle epistole passim.
[21.] Decreto 11 giugno 1855 della S. Congregazione dell'Indice.
[22.] Luca XXII, 29.
[23.] Sap. XIV, 22 e seg.
[24.] S. Paolo ad Galat. v. 19.
[25.] Secondo Eusebio (Vita di Costantino, II, 65), l'imperatore scrisse ad Ario: «Son persuaso che, se io fossi tanto fortunato da recar gli uomini ad adorare tutti lo stesso Dio, questo cambiamento di religione ne produrrebbe un altro nel governo»: e soggiunge che s'adopera a questo scopo «senza far troppo rumore». Avea dunque chiaro concetto della rivoluzione ch'egli operava.
[26.] Anastasio Bibliotecario trasse dagli archivj del Vaticano il catalogo degli arredi donati da Costantino alla basilica di san Giovan Laterano; baldacchini, statue, vasi, croci, candelabri, lumiere, altari, patene, coppe, urne, incensieri, d'oro, d'argento, con pietre fine; tanto da sommare a 683 libbre d'oro e 12,943 d'argento, oltre la doratura di tutta la volta della basilica; sicchè varrebbero quasi 2 milioni di lire. Costantino vi aggiunse beni fondi da rendere L. 230,000 l'anno, e l'annuo tributo di 130 libbre d'aromi. Critici serj e prudenti sostennero l'autenticità di questo catalogo.
[27.] Farebbe concedere da Costantino al papa la sovranità su Roma, l'Italia e le provincie d'Occidente. Forse fu inventata nell'VIII secolo, ed inserita nelle Decretali del falso Isidoro. Ma già nel XII secolo l'autenticità ne era impugnata: poi Lorenzo Valla la repudiò con ragioni, a cui aderirono anche i più caldi difensori della Santa Sede.