I Nestoriani dividevano la persona di Gesù Cristo, negando che in lui Dio e l'uomo fossero una persona sola; in conseguenza Maria non era madre di Dio.

Gli Eutichiani confondevano le due nature di Cristo, dicendo che una sola erasene fatta dalla natura sua divina e dall'umana.

Manichei e Marcioniti credeano a due principj indipendenti, l'uno del bene, l'altro del male; l'uno creatore dell'anima, l'altro del corpo; l'uno del nuovo, l'altro del vecchio Testamento.

Novaziano negava alla Chiesa l'autorità di rimettere i peccati. I Donatisti invalidavano il battesimo conferito dagli eretici. Aerio rigettava l'episcopato, il pregare pei morti, i digiuni stabiliti, e altre osservanze ecclesiastiche; Vigilanzio il culto delle reliquie e l'invocazione dei santi; gli Iconoclasti tutte le immagini.

I Pelagiani negavano il peccato originale e la necessità della grazia interiore.

I Semipelagiani ammettevano il peccato originale, e non negavano la necessità della grazia interna per compire la nostra salute, ma diceano ch'essa davasi per meriti precedenti, e che l'uomo comincia la salute sua da se medesimo, senza la grazia.

Più tardi Berengario negò la presenza reale e la transustanziazione: gli Albigesi rinnovarono le credenze de' Manichei, e i Valdesi quelle di Aerio e Vigilanzio.

Questi sono i principali eretici, ma l'enumerazione de' singoli è lunghissima, e può vedersi nel Dizionario delle eresie di Pluquet, e nella traduzione francese del Commonitorio di san Vincenzo di Lerins, fatta dall'abate Pavy, il quale ne annovera settantuna nel IV secolo.

[46.] Ep. XI, 13.

[47.] Nelle opere inedite che il cardinale Mai trasse dalla biblioteca Vaticana, si trova un'importante confessione della supremazia del vescovo di Roma, fatta da un patriarca greco, anteriore di mezzo secolo allo scisma. Difendendo esso le immagini sacre, allora combattute da Costantino Copronimo, dice che l'errore degli Iconoclasti poteva essere scusato per ignoranza solo avanti il secondo sinodo niceno. «Fu questo radunato convenientissimamente e con tutta legittimità; poichè, secondo le antiche stabilite regole divine, vi teneva il posto più degno, e presedeva una notabile parte del supremo clero occidentale, cioè dell'antica Roma; senza del quale, niun dogma che nella Chiesa si esamini, quantunque già ammesso per decreti canonici e per consuetudini ecclesiastiche, non si riguarderà mai come approvato e dedotto ad assoluta definizione e pratica. Imperocchè quella Chiesa gode il primato del sacerdozio, e ritiene tal dignità come trasmessale dai due corifei degli apostoli». Συγκεκροήτο γὰρ τοῦτο μάλιστα ενδικῶς, και εννομώτατα επειπερ ἤδη, κατὰ τοὺς ὰρχήθεν τετυπωμένους θειους θεσμοὺς προῆγη κατ’αυτὴν, καὶ προήδρευεν, όσον τε τῆς έσπεριας λήξεως, ἤτοι τῆς πρεσβυτερος Ρώμης, μέρος οὺκ ἄσημον ῷν ἄνευ, ουδὲν δόγμα κατὰ τὴν ηκκλησιαν κινουμενον, θεσμοῖς κανονικοῖς καὶ ιερατικοῖς έθεσι νενομισμενον άνωθεν, τὴν δοκιμασιαν οὺ σκοιὲ, ὴ δεξαιτ’ άν ποτε τὴν περαιωσιν, ώς δὲ λαχόντον κατὰ τὴν ιερωσυνεν εξάρκειν, καὶ τῶν κσρυφαιων ὲξ αποστόλοις ὲγκεχειριδμένον τὸ ὰξιομα.