[220.] Commentarj di Pio II.

[221.] Lo racconta lo Zilioli, manoscritto della Biblioteca Marciana.

[222.] Non est qui purum aurum non malit habere sub Teutonum nota, quam sub romano symbolo factitium. Lett. ad Ermolao Barbaro.

[223.] Il costui carteggio in proposito con Giovanni Lanfredini fu pubblicato dal Berti nella Rivista Contemporanea, con ricche notizie. Dianzi Sigwart volle mostrare la relazione tra le dottrine di Zuinglio e quelle di Pico della Mirandola. Ulrich Zwingli, die Karakter seiner Theologie mit besonderer Rücksicht auf Pic von Mirandula durgestellt. Stuttgard 1855.

[224.] Quid ad vos et Paulum si mihi fœniculi nomen indo, modo id sine dolo ac fraude fiat? Amore namque vetustatis, antiquorum præclara nomina repetebam, quasi quædam calcaria, quæ nostram juventutem æmulatione ad virtutem incitarent. Platina in Paulo II.

[225.] Vero è che andava anche spesso co' suoi scolari a una Beata Vergine sul Quirinale, e morì piissimamente. È poi singolare che, nelle recenti indagini del De Rossi per entro le catacombe di San Sebastiano a Roma, fra i nomi di quelli che le visitarono nel secolo XV trovasi notato Regnante Pom. pont. max.: e Pomponius pont. max. e Pantagathus sacerdos academiæ romanæ; titoli che farebbero credere una gerarchia stabilita, e risospettar di quello, di cui pareva essersi con sincerità discolpato il Leto.

[226.] Se il ricorrere a principe forestiero contro il proprio sia fellonia, lo dica il lettore. Platina stesso ci riferisce la lettera da lui scritta, ove conchiude: Rejecti a te, ac tam insigni contumelia affecti, dilabemur passim ad reges, ad principes, eosque adhortabimur ut tibi concilium indicant, in quo potissimam rationem reddere cogaris cur nos legitima possessione spoliaveris.

[227.] Si avverta che Sisto IV fece suo bibliotecario il Platina, e gli diede egli stesso la commissione di scriver le vite dei papi: mandasti ut res gestas pontificum scriberem, dice egli nella prefazione.

[228.] Qui alcuno aspetterà ch'io metta anche i lamenti attribuiti a Poliziano pel tempo buttato via nel dir l'uffizio, riportati dal Bayle e copiati da tanti. Ebbene, tutt'al contrario, nell'epistola 9 del libro II a Donato, egli si querela che le frequenti visite lo obblighino a interrompere sin l'uffizio. Adeo mihi nullus inter hæc scribendi restat aut commentandi locus, ut ipsum quoque horarium sacerdotis officium pene, quod vix expiabile credo, minutatim concidatur. Melancton e Vives dissero che il Poliziano avea letto una volta sola la sacra scrittura, e si lagnava del tempo perdutovi. Son forestieri e non allegano pruova del loro asserto. Noi al contrario sappiamo da lui stesso che, ne' quattordici anni che fu benefiziato nella metropolitana di Firenze, spiegava al popolo la Bibbia: cum per hos quadragesimæ proximos dies enarrandis populi sacris libris essem occupatus.

[229.] Ricordi politici, XXVIII e CCCXLVI.