[230.] Ricordi politici, CCLIII.

[231.] Ricordi politici, CXXIII.

[232.] Ricordi politici, CXXIV.

[233.] Ricordi politici, CCXI.

[234.] Anche quelle stranezze trovarono plagiarj ai dì nostri. Göthe diceva di collocarsi la testa del Giove Olimpico in faccia al letto, per potere, allo svegliarsi, indirizzargli la preghiera: e imprecava alla rivoluzione cristiana, che alla Venere Gnidia sostituì la Vergine pallida e ascetica; e la scarna effigie d'uno, penzolone da quattro chiodi, alla perfezione estetica del corpo umano, rappresentata dai simulacri della Grecia.

[235.] Lettera al Vettori.

[236.] «Credo sia vero che la grandezza della Chiesa sia stata causa che Italia non sia caduta in una monarchia; ma non so se il non venire in una monarchia sia stata felicità o infelicità di questa provincia. Sebbene Italia, divisa in molti dominj, abbia in varj tempi patite molte calamità, che forse in un dominio solo non avrebbe patito (benchè le inondazioni de' Barbari furono più a tempo dell'impero romano che altrimenti), nondimeno ha avuto a rincontro le tante floride città, che io reputo che una monarchia le sarebbe stata più infelice che felice. O sia per qualche fato d'Italia, o per la complessione degli uomini, temperati in modo che hanno ingegno e forza, non è mai questa provincia stato facile ridurla sotto un impero, eziandio quando non vi era la Chiesa, anzi sempre naturalmente ha appetito la libertà. Però, se la Chiesa romana si è opposta alla monarchia, io non concorro facilmente essere stata infelicità di questa provincia; poichè l'ha conservata in quel modo di vivere, ch'è più secondo l'antichissima consuetudine e inclinazione sua». Considerazioni al Machiavelli, I, 12.

[237.] Legazione IX alla corte di Francia. Blois 9 agosto 1510.

[238.] Legazione XII. 18 agosto 1510.

[239.] Nel sillabo del 1864 al nº XIII è riprovato il dire che «il metodo e i principj, con cui i dottori scolastici coltivarono la teologia, non rimangono più colle necessità dei tempi nostri e col progresso delle scienze».