Come questa filosofia e teologia venissero messe in onore ai giorni nostri e qua, lo sanno quanti conoscono il padre Ventura, il Rosmini, il Liberatore, il canonico Sanseverino, il Perrone, ecc.
[240.] Un grande avversario dei papi e de' preti, l'ex-prete Luigi Bossi, nelle note alla traduzione della vita di Leon X del Rosoe riflette che, l'abitudine che Machiavello aveva di scrivere in certo qual modo all'azzardo e senza un disegno ed un fine preciso, poteva ragionevolmente far nascere qualche dubbio, e questo ancora nella Corte romana, sulla sincerità delle sue intenzioni. Tom. X, pag. 49.
A torto si suol attribuire al Possevino l'aver nella Bibliotheca gridato primo all'arme contro il Machiavello, sceleratum Satanæ organum. Il cardinal Polo, nella sua Apologia a Carlo V, narra come gli venisse alla mano il Principe, e subito lo riconoscesse scritto da un nemico del genere umano, dove religione, pietà, tutte le maniere di virtù sono sovvertite, e veramente scritte col dito del demonio, spargendo orribili massime fra principi e fra popoli. E fin d'allora alcuno gli avea detto, per iscusa dell'autore, che egli odiava grandemente i Medici, e consigliandoli a que' delitti, volea prepararne la ruina col colmarli di odio. Iste Satanæ filius, inter multos Dei filios edoctus omni malitia, ex illa nobili civitate prodiit, et nonnulla scripsit, quæ omnem malitiam Satanæ redolent. E vien via analizzandolo, in modo da non potersegli imputare quel che al Possevino, cioè che l'abbia confutato senza leggerlo.
Lo combatterono pure frà Caterino Politi, e il Muzio, e il Bosio De ruinis gentium, e quasi tutti i teologi politici.
[241.] Si vuole che, qualche prelato, come feudatario, esercitasse, o almeno possedesse l'osceno diritto delle prime notti; e il Lancellotto, nel bizzarro suo libro L'Hoggidì, ovvero il mondo non peggiora, dice: «Cotal costume, dai Pagani e dai Gentili praticato, fu già in Piemonte; ed il cardinale illustrissimo Geronimo della Rovere mi diceva aver egli stesso abbruciato il privilegio che aveva di ciò la sua casa». Se mai esistette un tal diritto di fodero o di marcheta, bisogna dire che n'abbiano ben accuratamente distrutti gli atti, giacchè nè da me nè da altri cercatori mai nessuno ne fu trovato. Probabilmente non era che una tassa imposta sulle nozze, forse colla simbolica rappresentazione del metter una gamba nel letto; e come tale, n'ebbero il diritto perfino alcune badesse.
[242.] Oltre i novellieri, sul teatro pure si pungeva l'avarizia e l'ignoranza degli ecclesiastici. Nel San Giovanni Gualberto, rappresentazione del secolo XV, dovendosi eleggere il piovano d'una chiesa, il cappellano esamina gli aspiranti, e riferisce al vescovo:
Messere, io l'ho saputo, e me l'han detto:
Quello a chi 'l popol la vorrebbe dare,
È un buon prete, ma gli è poveretto,
E non potrebbe un cieco far cantare.