San Pietro. E perchè li chiami barbari?

Giulio. È il nome che noi italiani diamo agli stranieri.

San Pietro. Eppure Cristo è morto per tutti gli uomini; la sua croce gli ha resi tutti eguali.

Giulio. E' non è morto pei Francesi, che disprezzano i nostri fulmini, e ridonsi delle nostre bolle. Passi per gli Spagnuoli, che ci adorano in ginocchio, come noi mandiamo ad essi vasi d'oro, stocchi benedetti, bolle, ed essi ci ripagano con oro e soldati.

San Pietro. Il tuo regno è di Satana, non di Cristo. Chi si fa vicario del mio maestro, dee attendere solo a seguire gli esempj di esso.

Giulio. Nulla è più nobile che veder ingrandita la Chiesa.

San Pietro. La Chiesa si compone di tutti i cristiani; e tu la scomponi soffiando guerre e discordie.

Giulio. Che parli di popoli cristiani? noi chiamiam chiesa le basiliche, i preti, e principalmente la Corte di Roma, e me pel primo, che son capo della Chiesa.....

Segue un bizzarro confronto fra la Chiesa umile e povera de' tempi di san Pietro, e la suntuosa e potente di Giulio; quello si gloria d'aver guadagnato migliaja d'anime a Cristo; questo d'aver arricchito la Chiesa. San Pietro lo manda a fabbricarsi con quelle ricchezze un paradiso, chè in questo e' nol riceverà. Giulio minaccia por l'assedio al paradiso, ed entrarvi di forza coi 60 mila uomini che perirono nelle sue guerre; onde alfine san Pietro dice non meravigliarsi se, con tali uomini a capo, sì pochi or giungano al paradiso.

[342.] Avremo a parlarne di nuovo. Possono vedersi