[442.] Bridgewater lasciò una grossa somma perchè si facessero otto trattati in cui, secondo le varie scienze, si dimostrasse la verità della rivelazione. Fra queste scienze non figurava la matematica, e dopo che Chalmers ebbe trattato della morale natura dell'uomo, Buckland della geologia, Whewell dell'astronomia ecc., Babbage volle far un Nono trattato per dimostrare che colla matematica e la meccanica pure si potea dimostrarla ancor meglio. È facile capire come un intelletto che si ribella a tutto ciò che non è algebra, e che fa dipender la rivelazione tutt'affatto da testimonianze umane, cozzi spesso coll'ortodossia, e confondasi con quelli, che, abbassando il Creatore alla propria misura, pretendono nel sopranaturale ciò che sta solo nel naturale. Ma è bello vederlo raccoglier tanti argomenti, da svergognare coloro che ridono d'ogni miracolo. Nella famosa sua macchina da calcoli mostrava potersi introdurre anche una legge arbitraria, per un periodo più o men lungo, dopo il quale essa n'addotterebbe un'altra, impostagli dall'inventore sin da principio: potersi anche disporne il meccanismo in modo che, a un dato tempo, ricomparisse la prima o un'altra legge: o che durante l'azione di una, questa potesse esser sospesa per far luogo a un'altra che opererebbe solo in quell'occasione, o tornerebbe a determinati intervalli.

Al modo stesso Iddio, nella creazione, prevedendo le necessità avvenire, potè provedere a tutte le eventualità: imporre alla natura leggi che operassero per un tempo, indi cedessero ad altre, o che bastassero per deviazioni temporarie. Se il sole s'arrestò alla voce di Giosuè, tal fatto poteva esser compreso nei disegni primitivi del Creatore, e prodotto dall'azione transitoria d'alcuna legge acconcia. Se morti resuscitarono, fu effetto d'una forza che opererebbe solo a rari intervalli, benchè compresa nel piano primordiale del creato. Più facile è l'applicar tale ragionamento alle epoche geologiche, segnate dall'apparir di nuove specie animali e vegetali.

Secondo il nostro matematico, può dunque ammettersi che Dio previde tutte le circostanze contingibili che potrebbero reclamar un'effimera o durevole alterazione nell'economia del creato, e proveduto ai mezzi di farle arrivare. Così chi facesse un oriuolo che andasse sempre, che sospendesse i movimenti a un dato tempo per un minuto, che a un momento assegnato tornasse indietro le lancette, attesterebbe un'abilità stupenda, ma le variazioni sarebbero dovute a un disegno primitivo, a una legge grande e unica: e l'intelletto capace di abbracciar d'un colpo tutte le combinazioni possibili, è superiore a quello che intervenisse periodicamente a cambiare meccanismo o a invertire le proprie regole.

Tutto ciò può ispirare a una mente colta un sublime concetto della sapienza che presedette alla creazione, e sventa il sofisma di coloro che trovan indegno dell'Ente Supremo l'interromper le proprie leggi e cambiar il corso della natura per qualche bisogno dell'uomo, per qualche preghiera: o per coloro che dicono che il venir d'un'altra età geologica attesta l'imperfezione della precedente, e che il mondo fu fatto alla bell'e meglio. Pure bisogna confessare che c'è qualcosa di arido in questo mondo che va per puro meccanismo: lo spirito può contentarsene, il cuore no. Direbbesi che all'Onnipotente costi il mantener il mondo in buona condizione, il presedervi in persona, anzichè per mezzi secondarj, il governare per atti diretti di volontà, anzichè rimettersi a leggi inviolabili. L'Onnipotente può del pari e far un miracolo a dato tempo, e averlo preparato centomila anni prima; perchè dunque c'invidieremmo la consolazione di vederlo operar ad ogni caso direttamente, anzichè per un prestabilito meccanismo?

Il cardinale De La Luzerne, nella dissertazione sui miracoli, li stabilisce appunto sull'autorità dei testimonj umani e i fondamenti della certezza; e sol dopo fissate le regole della critica storica ne fa l'applicazione ai racconti evangelici. Anche Frayssinoux, volendo difendere la verità de' miracoli evangelici, consacra un'intera conferenza sull'autorità de' testimonj umani; stabilendo che un miracolo, anzitutto, è un fatto; e bisogna provarlo o distruggerlo, invece di costituir sistemi a priori.

[443.] Vocavit discipulos et elegit duodecim ex ipsis, quod et apostolos nominavit. Matt. X, Marc. III, Luca VI.

[444.] Quæcumque ligaveritis super terram, erunt ligata et in cœlo, etc. Matt. XVIII.

[445.] Qui vos audit me audit: qui vos spernit me spernit. Matt. X, Luca X, Joann. XIII.

[446.] Data est mihi omnis potestas in cœlo et in terra. Euntes ergo docete omnes gentes, baptizantes eos, etc. Matt. XXIII. Euntes in mundum universum, prædicate evangelium omni creaturæ. Qui crederit et baptizatus fuerit, salvus erit, etc. Marc. XVI.

[447.] Accipite Spiritum Sanctum. Quorum remiseritis peccata, remittuntur eis, et quorum retinueritis, retenta sunt. Joann. XX.