[438.] Catholici tenent unum esse principium fidei: verbum Dei ab Ecclesia propositum (Wallenburg). Illud omne et solum est de fide catholica quod est revelatum in verbo Dei, et propositum omnibus ab ecclesia catholica, fide divina credendum (Veronius, Regula Fidei cath.).
[439.] Il parigino Francesco Véron (1575-1649), nella Regula Fidei, e nel Metodo di trattar le controversie, espose con chiarezza e precisione le verità di fede canonicamente decise, distinguendole da altre che sono opinioni teologiche. È noto come ciò abbia pur fatto Bossuet, a segno che i Protestanti di buona fede domandaronsi in che cosa diversificassero essenzialmente dai Cattolici. Capitale in queste senso è la Esposizione delle antitesi dogmatiche fra Cattolici e Protestanti di G. A. Moehler, 1840.
[440.] A quanto dicemmo sulla cattolicità di Dante aggiungiamo ch'egli fe di Maria Vergine il centro di tutta la sua visione: ritrasse in questa tutto quanto la Chiesa crede, insegna o pratica ad onore di Colei che a Cristo più s'assomiglia, e «in cui s'aduna quanto in creatura è di bontade»: simboli, immagini, canti vi rappresentano il culto di lei colla scienza del teologo e la legenda del popolo, e la figurano in «cielo qual meridiana face di caritade, e giuso intra i mortali qual di speranza fontana vivace». Sant'Antonino scrisse: Qui petit sine ipsa duce, sine pennis, sine alis tentat volare. E Dante avea cantato:
Donna, se' tanto grande e tanto vali,
Che, qual vuol grazia e a te non ricorre,
Sua desianza vuol volar senz'ali.
[441.] Sulla mitologia cattolica, Giuseppe De Maistre scrive ad un amico (Lettres, tom. I, 235).
«Sans doute toute religion pousse une mythologie. Mais n'oubliez pas que celle de la religion chrétienne est toujours chaste, toujours utile, et souvent sublime, sans que, par un privilège particulier, il soit jamais possible de la confondre avec la religion même». Écoutez un exemple: «Un saint eut une vision, pendant laquelle il vit Satan debout devant le trône de Dieu, et ayant prêté l'oreille, il entendit l'esprit malin qui disait: Pourquoi m'as-tu damné, moi qui ne t'ai offensé qu'une fois, tandis que tu sauves des millières d'hommes qui t'ont offensé tant des fois?» Dieu lui répondit: «M'as tu demandé pardon une fois?»
«Voilà la mythologie chrétienne. C'est la vérité dramatique, qui a sa valeur et son effet indépendamment même de la vérité littérale, et qui n'y gagnerait même rien. Que le Saint ait ou n'ait pas entendu le mot sublime que je viens de citer, qu'importe? Le grand point est de savoir que le pardon n'est refusé qu'à celui qui ne l'a pas demandé».
L'osservazione è argutissima; ma perchè fosse del tutto vera bisognerebbe un fatto assolutamente contrario all'indole della mitologia, cioè che esistesse qualche autorità, la quale scegliesse, tra i mille parti delle fantasie e dell'ignoranza, le favole che sono caste, morali, sublimi. Vero è che la più parte di quelle che furono foggiate da Cristiani recano onore al genere umano e profitto alla virtù, e attestano una vittoria della debolezza sopra la violenza, del bene sopra il male.