Nello Schoelhorn, vol. II, è un trattato De religione M. Antonii Flaminii, e vi si legge: In ipsa Italia, veritati evangelicæ inimica, et in medio pravi perversique generis hominum micabat tamquam splendidum luminare, plenusque divinæ lucis radiis ita sensit, ita vixit, ut non dubitemus virum optimum purioris religionis veræque pietatis studiosis adscribere. In præcipuis fidei christianæ capitibus eum nobiscum conspirasse evidentissime probatum dabunt loca, quæ deinde ex ipsis ejus scriptis recitabimus piane egregia.
[537.] Vedansi nelle Lettere Volgari del 1567.
[538.] Si sa che, dell'Imitazione, un volgarizzamento del XIV secolo trovò Antonio Parenti, il che lo proverebbe anteriore al Gerson e a Tommaso da Kempen, credutine autori, e appoggerebbe chi lo aggiudica al Gersen, abate di Sant'Andrea di Vercelli.
Bossuet chiama questo libro «epilogo del cristianesimo, dotto e misterioso compendio di tutta la dottrina del vangelo, di tutte le istituzioni de' santi padri, di tutti i consigli di perfezione; dove compajono eminenti la prudenza e la semplicità, l'umiltà e il coraggio, la severità e la dolcezza, la libertà e la dipendenza; dove la correzione ha tutta la sua fermezza, la condiscendenza tutto il suo vezzo, il comando tutto il suo vigore, la soggezione tutto il suo riposo, il silenzio la sua gravità, la parola la sua grazia, la forza il suo esercizio, la debolezza il suo sostegno».
Poichè i Protestanti vollero vedervi un loro precursore, giovi notare come tutto il libro v tratti della comunione in senso affatto cattolico.
C. 2. «Mirabil cosa e degna di fede, e che pur trascende l'umano intelletto, che tu, signor Dio mio, vero Dio e uomo, sotto piccola specie di pane e vino, tutto sii contenuto, e senza consumazione sii mangiato da chi lo prende».
Al c. 5 tratta della dignità del sacerdote «che consacra e maneggia Cristo sacramentato, e prende in cibo il pan degli angeli»: e gli raccomanda non intorpidisca dall'orazione finchè meriti impetrar la grazia e la misericordia. Quando il sacerdote celebra, onora Iddio, edifica la Chiesa, ajuta i vivi, dà requie ai morti, e si rende partecipe di tutti i beni». Prima della comunione (dice il Diletto) «esamina la tua coscienza, e con ogni potere, con vera contrizione ed umile confessione mondala e chiarificala». E conforta a non tralasciar di comunicarsi per qualche turbamento o avversione: «ma va tosto a confessare, e perdona le offese altrui. Or che giova il tardar la confessione e differir la comunione?»
In Sacramento altaris, totus præsens es, Deus meus, homo Christus Jesus... O invisibilis conditor mundi, quam mirabiliter agis nobiscum, quibus semetipsum in sacramento sumendum proponis, etc. Lib. IV, c. 1, e tutto quel libro.
Il discepolo offre al Signore tutte le opere sue buone, per quanto poche e imperfette; i pii desideri de' devoti, e quei che desiderarono dicesse preghiere e messe per loro e pe' suoi, o vivano ancora o siano defunti.
Al libro III, c. 12: «Se dirai non poter te molte cose soffrire, e come sosterrai il fuoco del purgatorio?