[19.] L'affare odierno del Mortara, fanciullo ebreo venuto alla fede malgrado i genitori, ebbe un riscontro al tempo di Giulio III, nella qual occasione il già nominato Catarino scrisse De pueris Judo'orum sua sponte ad baptismum venientibus, etiam invitis parentibus recipiendis.
[20.] Lettere di principi a principi: da Salerno, 9 maggio 1555.
[21.] Nores, Guerra contro Paolo IV, lib. 1, pag. 6.
[22.] Nores, libro I, pag. 32. Pero Gelido, residente di Toscana a Venezia, il 1556 scrive a Cosimo I: «Non lascerò di scrivere, sebbene pare abbia del favoloso, essendo in bocca di persone segnalate, il gran disegno che il papa ha proposto al re di Francia. Dicono che sua beatitudine disegna fare un re de' Romani, che risegga in Roma; e coronato in quella città, dargli tutto lo Stato ecclesiastico; e questo re sia il cardinal Caraffa; fare un re di Napoli italiano, e un duca di Milano, pure italiano: a che il re (di Francia) concorse offerendo lasciar volontariamente tutto quello che ha o che pretende in Italia, purchè l'imperatore faccia il medesimo per amore o per forza. E che ai pontefici si assegni un'entrata di 50 o 60 mila scudi, con la quale mantenersi: aggiungendo non essere miglior modo per fare che Italia e tutta la repubblica cristiana stia pacifica e quieta» (Nell'Archivio Mediceo).
Questa era una delle chiaccole che spacciavansi nelle logge di Firenze e nelle botteghe di Venezia: ma da una parte pruova che continua fu ne' papi l'idea di questa indipendenza de' varj principi italiani: dall'altra, rivela ancor più ignoranza che malignità in chi di siffatte dicerie si vale come d'un serio concetto del papa.
[23.] Nores, Guerra di Paolo IV.
[24.] Al tempo di Paolo IV, il papa dalla Dataria riceveva per la sua Corte, scudi 6000 al mese. Oggi il papa riceve da essa altrettanto, ma all'anno, oltre annui scudi 4000 dal palazzo apostolico per la segreteria particolare: e 1000 per suo mantenimento, e 300 per l'addobbo e il vestiario domestico. Vi si aggiungono scudi 6000 sulle regalie del sale e tabacco, e 10 in 15 mila per tasse concistoriali. Questo costituisce la lista civile del papa. Quando i Francesi nel 1798 voleano indurre Pio VI a rinunziare alla sovranità temporale, gli offrivano 300,000 lire l'anno. Napoleone ne assegnò 100,000 il mese a Pio VII, che neppur esso le accettò, come non accettò l'offerta di due milioni di franchi di rendita e la sovranità di Avignone.
[25.] Négociations diplomatiques, vol. III, pag. 173.
[26.] L. XII. È saviissimo questo decreto che sta in Campidoglio: Si quis sive privatus, sive magistratum gerens de collocanda vivo pontifici statua mentionem facere ausit, legitimo s. p. q. r. decreto in perpetuum infamis, et publicorum munerum expers esto.
[27.] In quell'occasione pericolò della vita Serafino Cavalli di Brescia, pio e dotto domenicano, fatto inquisitore da Paolo IV. Gravemente ferito dai tumultuanti, a stento campò. Intervenne al Concilio Tridentino, fu maestro del suo Ordine, visitò le varie provincie, e morì in Ispagna il 1571.