[118.] Luigi Lippomano veneto, dopo molte nunziature, era stato mandato a quella di Polonia, ove i settarj dicono si mostrasse crudelissimo con loro, e che, per cominciare, facesse perseguitar gli Ebrei, col pretesto avessero da un'ostia consacrata cavato una fiala di sangue per servirsene a sanar la ferita della circoncisione; col che ravvivò nei credenti il dogma della transustanziazione.

Del Vergerio parla più volte il cardinale Truchses nelle lettere a Stanislao Osio, che sono fra quelle di Giulio Pogiano. Per esempio, al 9 gennajo 1563, scrive: Me quoque Vergerii, illius desertoris ac perditissimi hominis, nefariæ in te declamationes valde delectant. Nam, etsi nullum tibi ab optimis et summis viris virtutis, prudentiæ, religionis præconium deest, tamen non est leve egregiæ laudis testimonium vituperano illius immanis belluæ: quæ aliquando delapsa in foveam obruetur. Ac tibi quidem jucundum esse debet eundem illum in te perbacchatum esse, qui magnum illum sanctissimumque pontificem Gregorium concidere ausus sit toto volumine.

[119.] A Brunswich, nel 1855, fu stampato P. P. Vergerius papstlicher nuntius, katolischer Bischof, und Vorkämfer des Evangeliums, eine reformations geschichtliche Monographie von Christian Heinrich Xist, evangelichem Pfarrer der Zeit Nürnberg. Egli protesta non voler offrire materia di guerra, ma un saggio sulla Riforma, e la storia d'un uomo conosciuto da pochi, da molti mal conosciuto. Ma è passionato. Aggiunse XLIV lettere tolte dall'archivio di Königsberg. Ma altre furono indicate nella Biblioteca di Zurigo da M. Young nella Vita di Aonio Paleario (Londra 1860). Vedasi anche Apologia pro P. P. Vergerio adversus J. Casam. Ulma 1754. Dal catalogo delle opere del Vergerio, noi scegliamo quelle sole che fanno alla materia nostra.

Discorsi sopra i Fioretti di frà Francesco, senza luogo nè anno.

Don Giovanni da Cremona, parafrasi sopra i sette salmi.

Instruzione come si ha da consolar e ammaestrar uno, che sta in pericolo di morte.

Il Catalogo de' libri, li quali, novamente nel mese di maggio dell'anno 1549, sono stati condannati et scomunicati per heretici da monsignor Giovanni della Casa, legato di Venetia, e da alcuni frati. E aggiunto sopra il medesimo Catalogo un judicio e discorso del Vergerio, 1549.

Dodici trattatelli, fatti poco avanti il suo partire d'Italia. Basilea 1549-50.

Le otto difensioni del Vergerio, ovvero trattato delle superstizioni d'Italia e della ignoranza de' sacerdoti etc., pubblicato da Celio Secundo Curione. Basilea 1550.

Al serenissimo re d'Inghilterra Eduardo VI.