[180.] Angelæ, Cœliæ, Felici, puellis nobilissimus castissimisque, quarum ingenium, candor, industria, pudor, pietas, morum elegantia et sanctitas, grata Deo, multis nota, probata bonis, parentibus jucunda fuerunt, Cœlius Secundus Curio pater et Margarita Isacia mater itali, tribus filiabus præstantissimis, dulcissimis carissimisque ut earum quod mortale fuit in beatæ reparationis spem conderetur, h. m. p. Migrarunt ad Deum in maxima hujus urbis pestilentia mense aug. anno sal. hum. MDLXIV ætat. singular. an. XVIII, XVII, XVI.

Vivit ut exigua lucens in lampada flamma,
Sic nos æternum vivimus ante Deum.
Surgemus vivæ: lacrymas cohibete, parentes,
Quum tuba supremum fuderit alma sonum.

[181.] Hospes, mane et disce. Non Cœlius hic, sed Cœlii σωμα, imo σημα: spiritum Christus habet: cætera nomen veræ pietatis, humanitatis, insignisque constantiæ. Quum σωμα in שׁמים tunc vere erit Cœlius Secundus Curio hospes. Si didicisti vale. Reliquit ætat. suæ ann. LXVII. salut. MDLXIX ad VIII kal. dec.

[182.] Vedasi Vita C. S. Curionis; de mirabili sua e vinculis ac ipsis diræ necis faucibus liberatione dialogus. Schoelorn, Amæn. eccl., p. 258.

C. Schmidt, L. S. Curioni, nella Zeitschrift für die historische Theologie di C. W. Niedner 1860, fasc. IV.

[183.] Renan esclama: «Padre celeste, tu non hai voluto che questi dubbj ricevessero una risposta chiara, affinchè la fede al bene non restasse senza merito, e la virtù non fosse un calcolo. Una rivelazione evidente avrebbe assimilato l'anima nobile all'anima vulgare; l'evidenza qui sarebbe stata un attentato alla nostra libertà. Tu volesti che la nostra fede dipendesse dalle interne nostre disposizioni. In tutto quanto è oggetto di scienza o di discussione razionale, tu hai data la verità ai più ingegnosi: nell'ordine morale e religioso giudicasti deva appartenere ai più virtuosi. Saria stato ingiusto che l'ingegno costituisse qui un privilegio, e che le credenze, che denno essere il ben di tutti, fossero il frutto d'un ragionamento più o men bene condotto, di ricerche più o meno fortunate. Sii benedetto pel tuo mistero! benedetto d'esserti nascosto, d'aver riservata la piena libertà de' nostri cuori» Avenir de la Métaphysique.

[184.] Dante, Pd., XXIV.

[185.] Alberto Mazzoleni, monaco nel famoso convento di Pontida presso Bergamo, vissuto dal 1695 al 1760, avea raccolto cinquanta volumi di documenti intorno al Concilio di Trento, sui quali ideava scriverne di nuovo la storia, possibilmente confermata con autentici contemporanei documenti. Morì senza farne nulla, e la sua collezione fu venduta al trentino Antonio Mazzetti, che potea comprare ma non sapeva adoprare, e che morendo lasciolla alla città di Trento, ove ancora aspetta chi ne profitti. Tre volumi restano nella biblioteca di Bergamo.

Il primo volume di essa collezione contiene Præludia Clementis VII ad celebrationem generalis concilii, e son lettere e bolle di esso papa all'imperatore e al re dei Romani, altre di Paolo III, del cardinale Polo, del Coeleo, del Vergerio, del quale principalmente molte ne sono lunghe, e piene di zelo e d'abilità nel rimuovere le difficoltà.

[186.] Gherardo Dacherio intitolò l'opera sua Historia magnatum in Constantiensi Concilio.