[278.] Tract. de fide, Disp. VIII, sect. III, nº 4.

[279.] Sess. IV, c. 2.

[280.] I re di Francia, ricevendo la corona, giuravano di distruggere l'eresia. Ma i giureconsulti riflettono, in primo luogo, che questa parola non è definita, e bisogna restringerne il senso più che si possa. Poi nessun giuramento può esser contrario ai comandamenti di Dio, e quei re giurano conservar la pace nel loro regno, e quindi non devono proceder con violenza, rompendo l'amore, la sicurezza, la protezione dovuta ai sudditi. Il primo che, all'incoronazione, ammise quel giuramento fu Luigi XVI nel 1787, il quale restituì lo stato civile ai Protestanti. E i Francesi lo decapitarono.

[281.] Molti pajono fuor della Chiesa che son in essa: molti pajono in essa e sono fuori. Così sant'Agostino. Nell'allocuzione tenuta nel 1854, a cui dichiarò il dogma dell'Immacolata Concezione, Pio IX disapprovò chi crede che uno possa in qualunque religione salvarsi, e soggiunge: «Però si deve tenere egualmente certo che coloro i quali vivono in un'ignoranza invincibile della vera religione, non si rendono colpevoli agli occhi del Signore. Or chi si arrogherà di determinare i limiti di tale ignoranza, secondo l'indole e la varietà dei popoli, delle regioni, delle menti, e di tant'altre circostanze? Quando, sciolti dal corpo, vedremo Iddio qual è, comprenderemo quanto vadano congiunte in istretto e bel vincolo la misericordia e la giustizia divina: ma finchè dimoriamo in questa carne mortale che l'animo indebolisce, teniamo formalmente esservi un solo Dio, una sola fede, un solo battesimo, nè esser lecito indagar oltre».

E nell'enciclica 10 agosto 1863 ai cardinali, arcivescovi e vescovi d'Italia. Notum nobis vobisque est, eos qui invincibili circa ss. nostram religionem ignorantia laborant, quisque naturalem legem ejuque præcepta in omnium cordibus a Deo insculpta sedulo servantes, ac Deo obedire parati honestam rectamque vitam agunt, posse, divinæ lucis et gratiæ operante virtute, æternam consequi vitam, cum Deus, qui omnium mentes, animos, cogitationes, habitusque intuetur, scrutatur, et noscit, pro summa sua bonitate et clementia minime patiatur quempiam æternis puniri suppliciis, qui voluntariæ culpæ reatum non habeat. Sed notissimum quoque est catholicum dogma, neminem scilicet extra catholicam ecclesiam posse salvari, et contumaces adversus ejusdem Ecclesiæ auctoritatem, definitiones et ab ipsius Ecclesiæ unitate... pertinaciter divisos, æternam non posse obtinere salutem.

[282.] Trattato contro gli astrologi. Cap. III.

[283.] Epistola a Ginevra 1579, pag. 40.

[284.] Quam vero dixit ille in tragœdia, non gratiorem victimam Deo mactari posse quam tyrannum! Utinam Deus alicui forti viro hanc mentem inserat.

[285.] De Serveto 1555. Corpus Reform. VIII, 523, IX, 133.

Barni (Les martyrs de la libre pensée) vuol provare che anche allora più d'uno riprovasse la legge che dava al boja gli eretici.