Un catalogo di operette et historiette prohibite più esteso è aggiunto al Sacro arsenale della santa Inquisizione, Bologna 1665, e la più parte sono preghiere e storie devote, massime in versi: vale a dire che espurgavasi piuttosto dalle superstizioni, a tal uopo proibendo in generale «tutti li libri che trattano d'insogni o loro ispositioni», o d'astrologia giudiziaria, o d'indovinare. Anche nelle Regole del sant'Uffizio, ristampate a Milano il 1689, è una lista di libri proibiti, che sono quasi tutte orazioni o pie leggende.
[344.] Un'orfana di Basilea si era fatta protestante, poi se ne ravvide, e più non comparve alle adunanze. La Comunità di Basilea dapprima le scrisse ammonizioni ed esortazioni, poi nel giugno 1866 emanò quest'atto: «Dacchè non vi siete arresa agli inviti fraterni fattivi di comparire davanti la Comunità, e ciò è un atto di disobbedienza e di rivolta, uno sprezzo del Signore e del suo corpo, in nome del Signore voi siete esclusa dalla comunità di Dio: cessando ogni relazione civile, in tutta la comunità. Coi siffatti non si può neppur sedere alla stessa tavola».
[345.] Striges, ut ait Verrius, Græci στριγας appellant, a quo maleficis mulieribus nomen inditum est; quas volaticas etiam vocant. Festo. — E Plinio: Fabulosum arbitror de strigibus, ubera eas infantium labris immulgere; e altrove: Post sepulturam visorum quoque exempla sunt. — Apulejo, Metam. 5: Scelestarum strigarum nequitia. — Petronio, Fragm. 63: Cum puerum mater misella plangeret, subito strigæ cæperunt... Strigæ puerum involaverunt, et supposuerunt stramenticium. — Lucano nel lib. VI descrive i patti col diavolo e le stregherie, come potrebbe fare un cinquecentista:
Quis labor hic superis cantus herbasque sequendi,
Spernendique timor? Cujus commercia pacti
Obstrictos habuere Deos?
An habent hæc carmina certum
Imperiosa Deum, qui mundum cogere quidquid
Cogitur ipse potest?
e Sereno Samonico (cap. 59):
Præterea si forte premit strix atra puellos,
Virosa immulgens exertis ubera labris,
Allia præcepit Titini sententia necti.
Festo conservò due versi come preservativi, ma scorrettissimi; Dachery gli emenda così:
Στρίγγ ’ἀποπἓμπειν νυκτινόμαν, στρίγγα τ’ἀλαὸν,
’Ωρνιν ἀνώνυμον, ὠκυπορόυς, ἐπὶ νῆας ἐλαὐνειν.
La strige rimuovi notte-mangiante: la sucida strige, uccello ferale, fuga nelle veloci navi.
I passi di antichi, attestanti le magiche arti, sono prodotti da Delrio, Disquisitiones magicæ, lib. II. qu. 9, e passim.