Propensi alla democrazia come tutti i teologi cattolici, e derivando il potere principesco dal popolo[16], furono tacciati di insinuare odio ai tiranni, e scolpare il regicidio; eppure la prima conseguenza della loro distruzione fu un regicidio legale. Ma neppure la distruzione ammorzò l'odio contro della Compagnia; e mentre gli antichi avversarj ne intaccavano l'istituzione, i moderni ebbero parole eloquentissime affine di esaltarla, e vantarne come i meriti intrinseci così gli effetti, per soggiungere che n'erano traviati. E ancora mette i brividi di paura perfino nel suo sepolcro, come allorquando, armata di gioventù e di abnegazione, identificando l'utile del genere umano col trionfo della Santa Sede, offrivasi per la giornata campale ai pontefici, i quali, se fino allora erano indietreggiati davanti alla Riforma, allora voltarono faccia e ripigliarono l'attacco[17].
Erasi dunque in via d'una riforma, diversa da quella de' Protestanti, in nome dell'autorità, opponendosi all'individualità di opinioni e di morale, quand'anche l'individuo fosse il papa, soggetto esso pure a debolezza. Nella Chiesa il principio era santo, s'anche pervertiti i ministri, ond'essa galleggiava nel naufragio di questi, e sentiva in se stessa la forza di rigenerarsi. I Protestanti intaccavano il principio stesso, quasi avesse usurpato i diritti della parola scritta di Dio; ed eccolo invece attestare la propria vitalità; e senza accordo, e prima del Concilio, e non per opera del capo della Chiesa nè tampoco dei vescovi, uomini privati e ignoti restringersi attorno al gran dogma dell'autorità ch'è vita della Chiesa, e questa utilizzar quale riformatrice delle genti civili, com'era stata dirozzatrice delle barbare.
Questi riformatori non si ascondono nel deserto come i primi anacoreti; non si approfondano nella povertà come i Francescani, ma gettansi nel mondo, fra la società colta e gaudente, pure accorrendo a Roma a chiederne l'ispiramento e la sanzione; proclamando così i due grandi canoni della visibilità della Chiesa e della sua autorità.
Varj i mezzi di organamento, tutti però aspirano alla riforma, e con concetti opposti a quelli de' Protestanti; tutti alla santità del principio religioso e sociale congiungono quello della peccabilità dell'uomo. Disputino i teologi se le opere sien necessarie o no alla salute: intanto essi operano, e più della contenzione irritante adoprano la carità pacificante. Di tal guisa la fede veniva suscitata dalla parola, avvivata dalle opere, e non cercavasi soltanto di formare consorzj che leggessero la Bibbia, ma che imitassero Cristo e acquistassero lo zelo e l'abnegazione, che sono necessarj alla salute propria e a quella del prossimo.
[DISCORSO XXII.]
GIULIO III. MARCELLO II. PAOLO IV.
Morto Paolo III. settantacinque giorni durarono nel conclave l'arruffamento tra la fazione imperiale e la francese, e le promesse e transazioni, finchè Giammaria Ciocchi dal Monte, già passato per le maggiori e più scabrose dignità, ottenne la tiara col nome di Giulio III (1551). Egli mandò Girolamo Franchi agli Svizzeri annunziando di aver assunto quel nome in onor di Giulio II ad essi tanto caro; volere una guardia di loro alla sua persona e a Bologna, e sollecitavali ad inviare i loro prelati alla seconda sessione del Concilio di Trento.
Poco si tardò a comprendere com'egli fosse uno di que' molti, che pajono degni del primo luogo sol finchè stanno nel secondo. Dalla lodatissima capacità e coraggiosa operosità cascò nell'infingardaggine; e abbandonati gli affari al cardinale Crescenzio, sciupava tempo, denari e convenienza in una deliziosa vigna fuor di porta Flaminia, rimasta proverbiale. Di lui non è male che non dica il Bayle, dietro allo Sleidan, al Tuano, al Bullinger, a Crespin, ad Erasto: che a forza di denari mandasse a monte l'elezione, già fattasi del cardinale Polo a papa; che bestemmiasse senza dignità; ma anche il Pallavicino confessa che i vizj di esso comparivano maggiori che le virtù, sebbene in apparenza più che in realtà. Fece prodigalità ai parenti, e li pareggiò ai più antichi signori, essi di cui jeri ignoravasi il nome: avendogli la resistenza de' cardinali impedito investirli di feudo papale, vi ottenne dal duca di Firenze la signoria del Montesansovino; diede titoli e cappelli rossi ad altri; Camerino in governo a vita a Balduino suo fratello: al costui figlio Giambattista il titolo di gonfaloniere della Chiesa, e Novara e Civita di Penna in signoria. La costui moglie donn'Ersilia lussureggiava di tal fasto, che la duchessa di Parma figlia dell'imperatore penava a ottenerne udienza. A un pitocchetto raccolto, e che lo spassava giocolando con un bertuccione, Giulio pose tal amore, che il fece adottare da suo fratello, lo colmò di benefizj, e per quanto zotico fosse, e i prelati vi repugnassero. lo ornò della porpora: ma il mal allevato riuscì alla peggio, e finì per le prigioni.
Ottavio Farnese, per assicurarsi il dominio di Parma che la santa sede ridomandava, si era messo a protezione della Francia, la quale amò sempre mantener l'agitazione in Italia, appoggiando o le città che voleano farsi libere, o i principi che voleano ingrossare; e se non altro, vi cercava posizioni strategiche. Anche allora mandò guarnigione a Parma: di che corrucciato, il papa minacciava di togliere al re l'obbedienza de' sudditi; ma questo rispondeva come chi si sente maggiore di forze, facendo presentire che, come altra volta gli Imperiali, così adesso i Francesi potrebbero scendere a saccheggiare Roma; e spargeva nel suo paese l'idea d'un Concilio nazionale[18].
Nè venerato, nè amato passò Giulio[19], e gli fu surrogato Marcello dei Cervini da Montepulciano, un de' prelati più pii e insieme più dotti (1555). Marcello II, com'egli si titolò, voltosi con ardore alla riforma, escluse il vasellame d'oro dalla tavola pontifizia, e lo mandò alla zecca pei bisogni pubblici; la guardia svizzera giudicava sconveniente al vicario di Cristo, che col segno della croce si difende meglio che coll'armi; tenne discosti i nipoti; per non lentare la disciplina degli ecclesiastici voleva a soli laici affidare la politica amministrazione. Ma queste ed altre rimasero nello stato di mere intenzioni, perchè dopo pochi giorni moriva.