In occasione che il papa prende il possesso, che è una delle solennità più splendide della splendida Roma, veniva Pasquino foggiato in qualche personaggio, e allora le satire s'acconciavano a queste trasformazioni. Per l'una diceva:

«Qual meraviglia se mi trovi cangiato, dacchè Paolo cangia dieci volte all'ora?»

Vestito da Occasione, diceva all'imperatore:

Cæsar, habes nulli qualem me habuere; videsne?
Ni mea, ni noscis tempora, asellus eris.

Ma gli si rispondeva:

Postquam regna tenet Paulus, domus alta Quiritum
Occidit, atque simul concidit omne decus.
Occidit imperium Christi, spes, fasque, piumque.
Occidit alma quies, occidit alma fides.
Dicendum occasus potius quam occasio certum est,
Pasquille, ut rebus nomina conveniant.

Un'altra volta egli compariva da viaggiatore, e

Credula verbosum papam quia Roma creasti
Expedìt hoc cunctis dicere; Roma, vale.

Essendo vestito da Perseo, gli fu appicciato il distico: