Pasquino. Come chi ha veduto il re del cielo. Non sai che, dopo il colloquio coll'Eterno, Mosè sfolgoreggiava?
M. Il so, ma che? Forse le pietre van oggi in cielo?
P. Perchè stupirne, quando ci van tuttodì monache, abati, preti, vescovi, papi, coi ventri dieci volte più pesanti di me?
M. Oh per lo meno son uomini e non sassi.
P. Non sai che quei che governano il mondo e la Chiesa han l'orecchio duro, sicchè bisognan pietre per toccarli, e massime per cacciar quello sciame di adulatori che vi ronza attorno?
M. E chi t'ha dato a te quest'incarico? N'hai licenza dal papa?
P. La necessità mi forza a parlare. I nostri contemporanei hanno gran bisogno d'udir la verità: quei che potrebbero dirla taciono; bisogna dunque che parlin le pietre, come comanda il Vangelo».
Qui vien a raccontare come, stando in una grotta presso il Coliseo, s'addormentò, e gli apparve un globo di fuoco, di mezzo al quale un vecchio Jerosataniel, capo de' veri veggenti, il quale gli esibì di mostrargli il cielo. «Ma oggi v'ha due cieli, uno eterno, ove Cristo salì, ove andranno i fedeli, ove Dio, cinto di angeli, giudicherà noi tutti; l'altro, fatto di man d'uomo, e compaginato abbastanza male dal papa». Pasquino chiede di veder quest'ultimo: gran città, dove entrava una folla di cattivi angeli, carichi di suppliche, petizioni, corone, rosarj, cera da bolle, argento, oro, sigilli, immagini, scapulari, pietre preziose; altri n'uscivano portando la pace, la guerra, i nembi, il fulmine, la tempesta, e tutto ciò che gli uomini creduli amano e temono. Una sola porta serve ai mortali, fatta di marmo grossolano, e che ha per ornamenti la donazione di Costantino e i trofei dei papi, quando umiliavano i re, e metteano il piede sulla testa degli imperatori.
Il vecchio che la custodiva, udito che era Pasquino, nol volle ricevere, dicendo che quello cielo non era fatto per buffoni e mimi.
La guida lo consolò, dicendogli conosceva una breccia, aperta da Lutero e Zuinglio secondo i precetti di Paolo, per demolire questo cielo. All'entrata sventolavano due bandiere, portanti detti evangelici: «Nel silenzio e nella speranza sarà la vostra forza. — Venite a me voi che soffrite e faticate, e v'ajuterò». Accostandosi al difficile accesso, incontrano un vecchio, dalla barba lunga, sulla cui tunica eran ricamate le lettere V. D. M. I. Æ. (Verbum Dei manet in æternum). Questi non vuol lasciar entrare Pasquino se non l'esamina sulla fede. E gli domanda: «Chi è il capo della Chiesa, Cristo o il papa?»