Il papa mi rispose d'avergli fatto un piacer singolare, e non più usato con altri, in contentarsi che possa trattenersi in mia casa, invece del Sant'Uffizio... un cavalier di casa Gonzaga non solamente fu messo in una lettiga accompagnato e guidato fino a Roma, ma condotto in castello, e tenuto ivi molto tempo, fino all'ultimo della causa... Il cardinale Barberino disse lo stimava per uomo singolare, ma che questa materia è assai delicata, potendosi introdurre qualche domma fantastico nel mondo, e particolarmente in Firenze, dove gl'ingegni sono assai sottili e curiosi...
Sua santità mi disse non credere si possa far di meno di non lo chiamar al Sant'Uffizio quando s'avrà a esaminare, perchè così è il solito. Io le replicai di sperare che la santità sua fosse per raddoppiare l'obbligazione con dispensarlo anche da questa, ma mi fu risposto di credere che non si potrà far di meno... e che Iddio gli perdoni di entrar in queste materie, tornando a dire che si tratta di dottrine nuove e della sacra scrittura, e che la meglio di tutte è quella di andar con la comune... che v'è un argomento al quale non hanno mai saputo rispondere, che è, che Iddio è onnipotente, e può far ogni cosa: se è onnipotente, perchè vogliamo necessitarlo?[331]. Conchiuse che gli avrebbe fatto dare certe stanze, che son le migliori e le più comode in quel luogo...
16 aprile. Dopo trasferito colà, il cardinale Barberino m'offerse tutte le comodità desiderabili, e che vi sarebbe tenuto non come in prigione nè in secrete, ma provisto di stanze buone, e forse anche lasciate aperte... Si procura che possa tenervi un servitore, e tutte le comodità...
Il padre commissario del Sant'Uffizio lo ricevette con dimostrazioni amorevoli, e gli fece assegnar non le camere o segrete solite darsi ai delinquenti, ma le proprie del fiscale di quel tribunale; in modo che non solo egli abita fra i ministri, ma rimane aperto e libero di poter andare sin nel cortile... Si vede sarà spedito presto, perchè in questa causa s'è proceduto con modi insoliti e piacevoli... mentre si sa che vescovi, prelati o titolati, appena giunti in Roma sono stati messi in Castello o nel medesimo palazzo dell'Inquisizione con ogni rigore e con ogni strettezza. Anzi gli permettono che il suo servitore medesimo lo serva, e vi dorma, e quel ch'è più, vada e torni donde gli piace, e che i miei medesimi servitori gli portino di qui la vivanda in camera, e se ne tornino a casa mia mattina e sera...
25 aprile. Il signor Galilei... mi scrive giornalmente, ed io gli rispondo e gli dico il mio senso liberamente, senza che vi si pensi punto...
1 maggio. Il signor Galileo mi fu rimandato jeri a casa quando manco l'aspettavo, ancorchè non sia finito il suo esame, e questo per gli uffizj fatti dal padre commissario col signor cardinale Barberino, che da se stesso, senza la Congregazione dell'Indice, l'ha fatto liberare perchè possa riaversi dai disagi e dalle sue indisposizioni solite che lo tenevano continuamente travagliato...
3 maggio. Il signor Galilei fu lasciato tornare in questa casa, dove pare sia tornato in migliore stato di salute. E perchè desidera che si venga all'ultima terminazione della sua causa, il padre commissario del Sant'Uffizio gli ha data qualche intenzione di venire a questo fine a trovarlo...
22 maggio. Parlai con sua santità della spedizione del negozio del signor Galileo, e mi fu data intenzione che la sua causa si terminerà facilmente nella seconda congregazione di giovedì a otto giorni. Posso ben dubitare assai della proibizione del libro, se non vi si rimediasse col fargli fare un'apologia da lui medesimo, come io proponeva a sua beatitudine. Ed a lui toccherà anche qualche penitenza salutare, pretendendo ch'egli abbia trasgrediti gli ordini nel 1616 datigli dal cardinale Bellarmino sopra la medesima materia del moto della terra. Io non gli ho ancor detto ogni cosa, perchè intendo, affine di non l'affliggere, d'andarvelo disponendo pian piano...
18 giugno. Ho di nuovo supplicato per la spedizione della causa del signor Galilei, e sua santità mi ha significato ch'ella è di già spedita, e che di quest'altra settimana sarà chiamato una mattina al Sant'Uffizio per sentirne la risoluzione... Aggiunge che avea fatta volentieri ogni agevolezza al signor Galileo in riguardo dell'amore che porta al granduca, ma quanto alla causa non si potrà far di meno di non proibire quell'opinione perchè erronea e contraria alle sacre scritture. E quanto alla persona, dovrebbe egli per ordinario rimaner qui prigione per qualche tempo, per aver contravenuto gli ordini che teneva fin dal 1616, ma che, come sarà pubblicata la sentenza, mi rivedrà di nuovo, e tratterà meco di quel che si possa fare per manco male e per manco affliggerlo... ma che non si potrà far di meno di non lo rilegare in qualche convento, come in Santa Croce, per alcun tempo... Io non ho riferito al signor Galileo che la prossima spedizione della causa e la proibizione del libro, ma della pena personale non gliene ho detto niente per non affliggerlo, e anche sua beatitudine mi ha ordinato di non gliene conferire per non lo travagliar ancora...
26 giugno. Il signor Galileo fu chiamato lunedì sera al Sant'Uffizio, ove si trasferì martedì mattina per sentire quel che potessero desiderare da lui, ed essendo stato ritenuto, fu condotto mercoledì alla Minerva avanti alli signori cardinali e prelati della Congregazione[332], dove non solamente gli fu letta la sentenza, ma fatta anche abjurare la sua opinione. La sentenza contiene la proibizione del suo libro, come ancora la sua propria condannazione alle carceri del Sant'Uffizio a beneplacito di sua santità, per essersi preteso ch'egli abbia trasgredito il precetto fattogli sedici anni sono intorno a questa materia. La qual condannazione gli fu solo permutata da sua beatitudine in una relegazione o confine al giardino della Trinità de' Monti, dove io lo condussi venerdì sera, e dove ora si trova, per aspettar quivi gli effetti della clemenza della sua santità.