Quanto alla religione, ammetteano Dio uno e trino, ma varj loro atti, mentre s'intitolano in nome della Santissima Trinità, chiudonsi professando: «Salute al Dio eterno. Noi possediamo il bene di trovarci nella maggior possibile unità dei numeri sacri». Quanto a Cristo, fu un savio, di eminente moralità, e benemerito dell'uman genere. La Bibbia è parola di Dio, in quanto ogni parola vera uscente da labbro umano ha l'impronta della divinità. Del resto alla rivelazione deve surrogarsi dapertutto la ragione. Questa farà ammettere tutte le religioni, e distruggere la superstizione, l'ignoranza, il fanatismo, coi quali nomi dinotano il cristianesimo e più specialmente il cattolicismo, che esprime assassino, assassinio, assassinato. Quest'assunto appare principalmente nell'iniziazione del cavaliere kadosc, che è il trentesimo dei 33 gradi. Ivi al neofito si mette in mano un pugnale, ai piedi il Crocifisso, e gli si intima di calpestarlo. Se nol fa, è lodato, ma gli si taciono i grandi arcani: se lo fracassa, seguono fiere rappresentazioni, e fin simulata uccisione di tre persone, che simboleggiano la superstizione, il re, il papa.
Questi mistici novatori son dunque una società religiosa, morale, sociale, e almen nello svolgimento successivo, vi riconosciamo il razionalismo puro, applicato alle credenze, agli atti, alla società. Che fede? che tradizioni? nulla v'è di superiore all'intelligenza umana: le religioni non sono che le varie forme con cui l'uomo intende Dio; sicchè tutte sono buone del pari, buoni tutti i culti, eccetto quello che pretende esser unico vero. Per ciò, e per abbagliare i vulghi, da tutti i misteri di antiche società ricavarono simboli e segni; le abraxe dei Gnostici, le dodici tribù, le tavole, la colomba de' riti mosaici e talmudici; la teogonia egizia cogli angeli di due sessi; il sabeismo de' Parsi; sincretismo, che dee condurre alla indifferenza: adottarono fin l'I. N. R. I. de' Cristiani, interpretandolo per Igne Natura Renovatur Integra, oppure Igne Nitrum Roris Invenitur, oppure Jamin Nour Rouch Jebeschal, acqua, fuoco, vento, terra. Perocchè la grande eguaglianza, cui aspira la massoneria, deve demolire le religioni, i governi, le autonomie; non spettando essa a verun paese, non ha nazionalità; son raggi diversi d'azione, ma unico il centro.
Di qui trapelava l'intento politico: ma la massoneria assunse il carattere odierno dopo che al suo teosofismo s'innestò l'illuminismo del bavarese Adamo Weishaupt, professore dell'Università d'Ingolstadt, il quale ebbe l'arte di combinare queste permanenti cospirazioni in modo uniforme, e tutte convergerle a un fine, ch'era insomma la distruzione e la ricostituzione dell'intero organamento sociale. Era il tempo che ispirava sgomento la potenza dei Gesuiti, ed esso che gli avea conosciuti, pensò surrogarvi quest'altra società gerarchica, altrettanto vigorosa ma scevra di religione, e che assumea per dogmi quelli appunto che bugiardamente apponevansi ai Gesuiti. Al 1 maggio 1776 Weishaupt costituiva la sua setta, alla quale innestò ben presto le altre di Germania e le loggie massoniche, ma durò solo fino al 1785. Tutto era disposto gerarchicamente, in modo che ne' gradi inferiori neppur trapelasse ciò ch'era l'intento dei gradi superiori; e poichè l'obbedienza doveva essere assoluta, gl'infimi compirebbero atti, in apparenza innocui o virtuosi, ma pur sempre diretti al fine de' superiori; nè a questi poteva essere promosso quando non avesse procacciato due proseliti. E insegnava: «L'arte di rendere infallibile una rivoluzione è illuminare i popoli, insensibilmente conducendo l'opinione pubblica a desiderare cambiamenti, che sono l'oggetto indeterminato d'una prestabilita rivoluzione. Se l'oggetto di questo desiderio non potesse manifestarsi senza pericolo di chi lo concepì, se ne propagherà l'aspirazione nell'intimità delle sette segrete. Se l'oggetto sia una rivoluzione universale, tutti i membri della società devono cooperarvi, cercando dominare invisibilmente, senza apparenti violenze, e sovra gli uomini di qualsiasi condizione, gente o religione, tutti dirizzandoli alla meta stessa. Conquistato così l'impero dell'opinione mediante l'accordo e la moltitudine degli adepti, sottentri la forza; si leghino le mani a chiunque resiste; si soffoghi il male nel suo germe, cioè si opprimano quelli che non si giunse a persuadere»[423].
In un famoso congresso di Franchimuratori, uno de' capi, dopo fatti immensi elogi del Weishaupt, conchiudeva: «Bisogna perpetuare i modi ch'egli ci ha lasciati in eredità, e continuarli instancabilmente fino alla mirifica attuazione, che farà stupire l'universo colla più terribile, ma più felice metamorfosi, soddisfacendo nella tomba questo saggio nemico dei re».
Tali intenti venivano nascosti sotto formole di iniziazione, fra drammatiche e paurose, varie secondo i paesi e i tempi. Tiriamo un velo sull'adozione femminina, sulle misteriose gioje dell'isola della felicità, del fratello sentimento, della sorella discrezione. Ne' loro matrimonj, fatti dal venerabile, si dichiara che l'indissolubilità è contro la natura, giacchè più volte trovansi unite persone, che riconosconsi assolutamente incompatibili; è contro la ragione perchè si vuol eterno l'amore, ch'è il più capriccioso e involontario de' sentimenti.
Quei che li temeano dicevano che gli Illuminati erano Gesuiti mascherati; e Weishaupt chiamavano il Lojola della filosofia, versando così nuovo odio sopra quell'Ordine, il cui nome pare trascelto sempre a indicare ciò che vuol farsi odiare[424].
E Illuminati e Massoni tendevano del pari ad abbattere: e tutte queste demolizioni (che nella storia aveano poi a costituire la rivoluzione) doveano portare a edificar una nuova Gerusalemme coi frantumi dell'antica, per opera del gran sacerdote apocaliptico, il quale compare vestito come la donna mistica dell'Apocalissi, con dodici stelle attorno al capo. È la deificazione dell'umanità, perocchè gli uomini, pervenuti alla massonica purità, sono Dei della terra. Allora non vi sarà più teologia, ma una religione, consistente nel vivere da onest'uomini, credendo ognuno quel che vuole, poichè ogni opinione è per se stessa giustificata dal diritto della libertà e della contraddizione: fossero anche le stravaganze del socialismo e le iniquità del comunismo; fosse la negazione d'ogni soprannaturale, d'ogni gerarchia umana; fossero i mezzi con cui la rivoluzione sovverte ogni cosa.
I quali mezzi suggeriti sono: accarezzare i principi col mostrar d'ingagliardirli, rimovendo gli ostacoli che pone alla podestà loro l'autorità religiosa: distrugger pure gli ostacoli delle corporazioni, degli stati, delle università, sicchè l'uomo si trovi isolato a fronte d'un poderosissimo organamento d'impieghi e di eserciti: staccare la scuola dalla Chiesa, riducendola a semplice istruzione; poi ai re sovrapporre la responsalità dei ministri e le onnipotenti risoluzioni dei parlamenti, appoggiati dalla libera stampa e dalla giustizia sottomessa all'opinamento dei giurati; costituendo così un diritto tutto positivo, di fatti compiuti, di opportunità; riducendo l'Europa a pochi grandi Stati che assorbano i piccoli, in nome di nazionalità geografiche: e di tal passo, col nome di libertà si riesca a rendere l'individuo interamente servo allo Stato.
Quando il neofito vede tutte le spade appuntate contro il suo petto, il venerabile lo rassicura dicendogli: «Non temere. Esse non minacciano che allo spergiuro. Se fedele alla massoneria, esse saranno disposte a difenderti. Ma se tu fallissi, nessun luogo della terra ti assicurerebbe contro l'armi vendicatrici».
E il neofito, in nome del Grande Architetto Dell'Universo, giura non rivelar mai i segreti della massoneria: «Se manco, mi siano bruciate le labbra con ferro rovente; tronche le mani, strappata la lingua, segata la gola; il mio cadavere sia sospeso in una loggia durante l'iniziazione d'un altro fratello, per terrore di tutti: poi sia bruciato e le ceneri disperse al vento, sicchè non rimanga memoria del traditore».