Il cittadino Spanzotti nei Disordini morali e politici della Corte di Roma esposti a nome de' zelanti dell'ecclesiastica libertà, alla santità di Pio VI, (II edizione, Torino anno IX) ripone questi disordini nel dominio temporale, nella monarchia papale e nel ridicolo vanto dell'infallibilità; donde vennero le pessime conseguenze che l'autorità de' vescovi derivi dal papa, che il papa possa esercitare autorità nella diocesi altrui, che possa riservarsi le cause maggiori, e conferire benefizj esistenti nel territorio de' vescovi, esigere annate, ricevere appellazioni, assoggettar tutte le chiese alla disciplina romana, esser superiore al Concilio, poter dispensare dalle leggi universali, accordare indulgenze, canonizzare i santi. Per fomentare tali disordini esso si valse de' cardinali, de' preti, de' regolari, della cattedra di canoni nell'Università di Bologna, della proibizione de' libri, dell'inquisizione ecclesiastica e della scomunica. Ne derivarono corruzion di costumi e il rovescio del regime ecclesiastico nelle diocesi: nè Roma volle rimediarvi colla convocazione e la libertà dei Concilj. Propone di sciogliere le corporazioni religiose; togliere le ricchezze e il dominio temporale ai papi, riformare la disciplina ecclesiastica, anche coll'autorità del governo civile; senza badare se Roma ci dichiara scismatici o ci scomunica.
Il marchese Giuseppe Gorani milanese nel 1770 pubblicò anonimo il Trattato del despotismo, violento attacco ai governi stabiliti: poi uscito di patria, andava cercando col fuscellino lo scandalo in ogni atto de' principi o de' preti: affigliato alle società segrete, denunziava all'opinione pubblica il despotismo sacerdotale, regio, ministeriale, aristocratico, con giudizj all'avventata, e rimedj da pazzo. Scoppiata la Rivoluzione, Bailly domandò per costui la cittadinanza francese, che avea meritata con violenti articoli nel Moniteur e con lettere ai re contro Luigi XVI. Venuto nella Svizzera per eccitare tumulti nella Lombardia, l'ambasciadore austriaco lo fe cacciare. Quando il regno del terrore cascò, egli ritirossi a Ginevra, dove povero e ignoto morì nel 1819 di sessantacinque anni[421].
Altri potremmo indicare di siffatti, che proruppero principalmente allorchè i Francesi repubblicani calarono in Italia.
A difonder quelle idee razionaliste e sovversive, condite di sentimentalismo filantropico, adopravasi la società segreta de' Massoni o Franchimuratori, moda venuta anch'essa d'Inghilterra; nè sarà fuor d'opera il dire alcun che dell'organamento suo e dei misteri, tra cui avvolgeva la dottrina dell'uguaglianza fra gli uomini.
Le origini della Massoneria colloca alcuno fino nel paradiso terrestre, dove uno degli eloim mescolatosi con Eva, generò Caino, mentre Adonai, altro degli eloim, creò Adamo che da Eva generò Abele. Fra le due stirpi rimase eterna sconcordia, e i figli di Caino inventarono le arti: Adonhiran fu chiamato da Salomone a fabbricare il suo tempio, durante la quale impresa fu da un gigante ucciso e trascinato nell'abisso del fuoco. Ma quivi glorificato, tornò a compire l'opera. Salomone per gelosia lo fe uccidere; ma nove maestri ne trovarono il cadavere, assassinarono gli assassini, e in mezzo a un triangolo di fuoco ascosero il nome del Grande Architetto Dell'Universo, che fu custodito con gran segreto da alcuni eletti. I più moderati deducono la massoneria dai Templari, e che Giacomo Molay, ultimo costoro granmaestro, prima d'esser bruciato istituisse tre loggie, una delle quali a Napoli.
Il più probabile è che nascesse intorno al Mille, quando, rassicurati che il mondo non finirebbe al compiersi dei dieci secoli, venne una smania di fabbricar chiese, donde consociazioni di mastri da muro. Erano o monaci, o diretti da spirito religioso: ond'ebbero voti, giuramenti, forme d'iniziazione: i capannoni che ergeano attorno alle fabbriche, dissero loggie: custodivano in segreto i procedimenti delle costruzioni, e tra loro chiamavansi fratelli; aveano gerarchia di capi, nè venivano ammessi che dopo confessati e colla benedizione del vescovo. Dapprima i Franchimuratori non erano diretti che a ciò, ma quando furono distrutti i Templari, essi ne adottarono i riti e le credenze, che dai processi apparvero inchinare alle gnostiche e manichee.
Certo i muratori nel medioevo costituivano corporazioni, come quella de' Magistri Comacini, ricordata nelle leggi longobarde; ma principalmente in Germania; fra esse tramandavansi arcanamente le regole migliori per le fabbriche; e da queste traevano il nome ed anche i simboli, ch'erano l'archipenzolo, la squadra, il martello, il grembiule, la cazzuola e così i gradi. Una riforma ebbero tali società nel capitolo generale che, il giorno di san Giovanni Battista del 1307 radunossi da Aumont e Harris fratelli militari, e da Pietro di Bologna fratello ecclesiastico.
Pretendesi abbiano contribuito alla Riforma religiosa, ma noi non ne trovammo indizio di sorta. Ben taluno asserì inventasse queste società Lelio Soccino a Venezia nel 1546; ma in contrario è noto che nel 1535 pubblicossi una circolare a tutte le loggie, ove negavasi che loro scopo fosse vendicare Molay, e ripristinare i Templari, nè introdur nuovi scismi; fin là aveano creduto bene tacere e celarsi, ma allora trovavano opportuno far pubblico l'antichissimo loro essere e l'intento loro, ch'è la vera morale impressa nei cuori, e difonder la felicità e il regno della luce; non avere altro di secreto che la beneficenza.
Senza discutere quanto v'abbia d'autentico in quelle pretensioni d'antichità, certo è che durante la rivoluzione d'Inghilterra i Franchimuratori presero altri assunti politici e religiosi; poi, fuori dell'isola si diffusero dopo il 1719, principalmente nella Germania, inclinata ai concetti mistici, e dove il culto restringendosi a prediche, facilmente si passa dai sistemi all'errore, dall'errore alle sètte. A Parigi la prima loggia fu aperta nel 1725, ove abbandonato il carattere severo degli isolani, la massoneria divenne gaja e benevola. A tutti i Franchimuratori della nazione presedeva un grand'oriente; a ciascuna loggia un venerabile, e sotto di lui il vigilante; il fratello terribile riceveva i neofiti, ai quali erano date le istruzioni dal maestro delle cerimonie; il grand'esperto teneva i sermoni; un tesoriere, un elemosiniere, un secretario aveano gli uffizj indicati dal loro nome. Nella camera dell'adunanza vedeansi quadri emblematici, motti geroglifici, il settangolo, il triangolo, la cazzuola, la squadra, il compasso, il martello, il teschio da morto, la pietra cubica o triangolare o rozza, i ponti da fabbrica, la scala di Giacobbe, la fenice, il globo, il tempio, la lavagna co' motti Lucem meruere labore — Odi profanum vulgus et arceo — Petite et accipietis — Pulsate et aperietur vobis — O vincere o morire — In constanti labore spes. Attorno a un letto a bruno colla croce e l'ulivo stavano i fratelli in tunica, con emblemi di spade e squadre; sparsi qua e là cazzuole, martelli, il tamburro di pelle d'agnello, fazzoletti chiazzati di sangue, ossa, teschi, stili, e altri apparati da colpir la fantasia, e il cui linguaggio trisense è difficile e incerto.
Diversi erano i gradi, e a proporzione di questi la comunicazione del secreto. I più non doveano vedervi altro scopo che di riunirsi a far cene e discorsi, ajutarsi a vicenda, riconoscersi anche in paesi lontani mediante certi segni e toccamenti, offrire l'ideale della società a cui si aspirava, dove nessun divario di religione, di nazione, di grado; levate tutte le distinzioni sociali; insomma quella fraternità umana che corregge gl'inconvenienti inevitabili in ogni società civile. Ma gl'intriganti utilizzavano a loro profitto quella misteriosa solennità di forme, che copriva e simulava le istituzioni del fanatismo per realizzare la religione filosofica, I gradi esterni e simbolici non sono che l'ombra degli interni: la parte esoterica, non solo tollerata, ma alcune volte favorita dai Governi, è solo il peristilio d'un tempio, inaccessibile a' profani[422].