Nell'Analisi delle prescrizioni di Tertulliano (1781) il Tamburini portava all'eccesso la regola desunta dalla tradizione scritta, mentre attenuava l'autorità della Chiesa viva e parlante, e alla fede surrogava la storia e la critica, rimovendo così l'elemento sopranaturale dell'infallibilità della Chiesa, che non dipende da ragionamenti umani, sibbene dal perenne oracolo dello Spirito Santo.
Capirono i buoni qual portata avesse l'attacco, e s'accinsero d'ogni parte a respingerlo, talchè egli stimò prudente appigliarsi a quistioni più mascherate, e sull'orme degli stranieri dettò la Vera idea della santa Sede. In questa sostiene apertamente che la Chiesa insegnante non si compone solo dei vescovi, ma anche dei preti e diaconi, i quali sono egualmente giudici in materia di fede, e compartecipi al governo; vuol l'unità; accetta l'infallibilità del pontefice, ma quando siavi perfetta concordia fra i membri della Chiesa, fra tutti coloro che non si sono apertamente separati dall'unità di essa.
Aggiunse, sempre ad imitazione de' Francesi, i Caratteri d'un giudizio dogmatico; Cos'è un appellante? le Lettere Piacentine, le cui principali conclusioni sono, che il giudizio dogmatico del papa non è perentorio, quand'anche suffragato dalla pluralità de' vescovi; onde si può da esso appellare; e che unico giudizio perentorio nelle quistioni è la perfetta concordia intera della Chiesa. Ognun vede come questa sia impossibile, giacchè vi mancherà, non foss'altro, il concorso di quelli che la pretendono.
Nel 1783 a Pavia fu stampato Taddæi s. r. i. comitis de Trautmansdorf, i. collegii germanici ticinensis alumni, de tollerantia ecclesiastica et civili. È un'apoteosi del poter regio, sostenendo che «non può dubitarsi del diritto regio nelle cose sacre»: che «il principe come principe ha diritto sulla dottrina pubblica, le cerimonie e i riti, e di stabilir pei comuni suffragi la pubblica religione; i sacerdoti non diferire dagli altri ufficiali dello Stato, onde spetterà all'imperante la loro elezione, e tutta l'amministrazione esterna». Fu creduta opera o dello Zola o del Tamburini, e probabilmente entrambi vi cooperarono, come trapela dalle lodi ch'essi vi diedero, e da queste parole della dedica a Giuseppe II: Illud tacere nequeo, quod, singulari munere tuo nobis concessum est: habere nos scilicet egregios duos viros J. Zolam ac P. Tamburinum celeberrimæ Academiæ professores, quorum suavissima consuetudine summaque doctrina non uti solum, sed et frui mihi fas est. Hi sane stimulos mihi addiderunt, consiliis, monitis, atque opera juverunt sua, ut hunc laborem susciperem et inceptum absolverem.
Il Tamburini la difese colle Riflessioni del teologo piacentino: poi col pseudonimo di Frà Tiburzio svelenivasi contro gli Ambrosiani di Milano, alludendo principalmente all'oblato Locatelli, il quale, nella Esposizione della dottrina cristiana per la diocesi milanese, commentò insignemente le tesi che si proponeano in quel seminario in occasione delle lauree, e che effettivamente erano il sunto del giansenismo. Esso Locatelli forse, od altri anonimi pubblicarono un foglietto di dubbj su quelle tesi, facendone spiccare i sofismi, e sommessamente domandandone schiarimenti[484]. Frà Tiburzio sostenendo le tesi, demoliva l'infallibilità della Chiesa col far infallibili tutti i membri di essa; per modo che anche un piccolo numero potevano promulgare dottrine eterodosse, purchè non si segregassero dalla Chiesa; nè questa potrebbe escluderli se non per unanime suffragio universale.
Militavano con questi campioni i fratelli padre Bonaventura e Viatore da Coccaglio, il curato bergamasco Antonio Tommaso Volpi che nella Vera idea del giansenismo confutò l'ex gesuita Luigi Mozzi, il Caissotti, che in Piemonte pose molte scuole, sciolte da ogni ingerenza religiosa.
[Il padre Viatore da Coccaglio ci ricorda Paolo Lorenzini di Scapezzano nel ducato d'Urbino, che fatto claustrale, ne uscì, abbracciò la religione evangelica a Poschiavo; malato parve convertirsi, ma poi rinnegò, e scrisse in favore de' Protestanti, cercò apostolare a Bormio, e per difendersi pubblicò Brevi schiarimenti della solenne concio-abjura di Paolo Lorenzini professore di sacra teologia, ottenebrata dalle dilucidazioni di frà Viatore da Coccaglio cappuccino: dedicato ai magnifici comuni di Bregallia, delle due Engaddine, di Poschiavo, di Brusio, di Bivio: Scoglio 1761. Con tono violento, rinfiancato da continue citazioni bibliche, difende la propria abjura, sostenendo che pastori della Chiesa sono quei soli che pascono la greggia colla parola lasciata da Cristo; mentre è invenzione il papato, il cardinalato, il semplice presbiterato; non altro riconoscere che il puro vangelo, e questo appunto egli professò nella sua abjura fatta a Poschiavo. Così prosegue i suoi schiarimenti asserendo tutte le eresie intorno alla messa, al papato, alle indulgenze, ai santi, al digiuno, alla distinzione de' peccati in veniali e mortali.
Vanno sullo stesso andare i Brevi avvertimenti sulla solenne concio-abjura di Paolo Lorenzini ecc. dementati da frà Cherubino da Bogliaco cappuccino, dedicati ai veri fedeli di Gesù Cristo. Scoglio, Gadino.
Breve disame della genealogia e integrità di Paolo Lorenzini ecc. denigrata da un iniquo carteggio dei padri Viatore e Bonaventura da Coccaglio cappuccini.]
Giovanni Cadonici veneziano, canonico di Cremona, fece la Sovranità temporale e lo spirito della Chiesa e de' sovrani, stampato a Pavia con prefazione dello Zola, e voleva il clero si sottomettesse incondizionatamente ai principi, e pregasse per loro quand'anche tiranni, giusta formole adottate ne' primi tempi e soppresse nel medioevo, ma conservatesi ne' messali ambrosiano e mozzarabo[485]. Giambattista Guadagnini (1722-1806) parroco di Cividale in Val Camonica, uno de' maggiori campioni del giansenismo, da Molino passato a Giansenio, sostenne in pubbliche dispute contro i Domenicani la dottrina di sant'Agostino, difese il Tamburini, e fece una quantità d'articoli e libretti sulle quistioni d'allora, com'erano Diatriba de antiqua paroeciarum origine; Della pretesa infallibilità de' giudizj di Roma: Difficoltà sopra l'esercizio della Via Crucis; Dello stato de' bambini morti senza battesimo; L'unico vero giansenista scoperto e confutato; Sul celibato ecclesiastico; Diritto della civil podestà sopra il matrimonio; Falsità dell'asserta lega de' teologi antimolinisti e verità della lega dei molinisti coi moderni filosofi. La Vita, o piuttosto apologia di Arnaldo, nella quale tende a difendere se stesso, mostrandolo puro d'eresie, e modello di zelo ardente e fin prudente, è libro senza bellezza nè verità, asserendo fatti falsi, avventurando congetture. Forse erano più ardite le opere che lasciò manuscritte, cioè Riflessioni sopra la caduta del principato temporale del papa, e in conseguenza della così detta corte ecclesiastica di Roma. — Sonata seconda del tamburino sopra il tamburo in proposito del diritto della podestà civile sopra il matrimonio. — Postille al catechismo di Pistoja, contro del quale Francesco Gusta avea scritto la Difesa del Catechismo del venerando cardinal Bellarmino (Venezia 1799). Esso Guadagnini sostenea pure che i casi riservati possono assolversi anche da semplici confessori senza delegazione superiore; teoria pur fiancheggiata da Luigi Litta, da Giorgio Sicardi ed altri; e confutata da Giovanni Battista Locatelli Zuccala De potestate præsbiterorum in administratione sacramenti pænitentiæ, e da Vincenzo Bossi Osservazioni teologiche e critiche sopra la diatriba della validità dell'assoluzione, ecc. Brescia 1793.