Pag. 426, alla nota 24, aggiungi:

Nel pubblicare le lettere del cardinale Polo, il cardinale Querini non conobbe le molte che stanno nell'archivio de' Frari a Venezia; 349 delle quali sono scritte fra il 1548 e il 1558, con molte altre indicazioni relative alla storia inglese d'allora. Vedi Report upon the documents in the archives and public libraries of Venice, by Thomas Duffus Hardy ecc. Londra 1867.

Pag. 427, alla nota 26, aggiungi:

Durante quella guerra, il cardinale Farnese incaricò Brunamente Rossi, governatore d'Orvieto, di visitare spesso la marchesa di Pescara, in aspetto per onorarla, in fatto per ispiarla. Il 1 aprile 1541 egli scriveva al cardinale: «Non sono mancato, nè mancherò di visitare la signora marchesa con quella maggior gratitudine che sia possibile, in nome di vossignoria reverendissima ed illustrissima. La quale, tanto in parlare, quanto nelle altre azioni sue, si dimostra tanto devota e affezionata di nostro signore e di vossignoria reverendissima ed illustrissima quanto si possa. Sua Eccellenza si è rinserrata nel monastero di San Paolo, sola con due serve. E due servitori tiene di fuori, che la provvedano di quanto le fa mestieri. E vive con quella religione che soglion vivere le persone di santa e onesta vita».

VOLUME II

Pag. 6, linea 6, aggiungi in nota:

Alessandro Farnese duca di Parma, che, mandato governatore delle Fiandre a nome di suo zio Filippo II, acquistò gloria col reprimere i Protestanti di colà, fu denunziato all'Inquisizione spagnuola come sospetto di luteranismo e fautore degli eretici, e che mirasse, col favor di questi, a farsi re de' Paesi Bassi: molti testimonj appoggiavano ciò, ma non bastarono a convalidare l'accusa.

Pag. 11, mettasi in nota:

Giovanni Guidiccioni, uno de' pochissimi poeti patriotici di quel secolo, ha un sonetto ove si lagna che l'aquila imperiale minacci e guasti l'Italia, e intanto

Non vede i danni suoi, nè a qual periglio