Varj libri furono pubblicati anche a Bologna contro gli eretici, e nominatamente un'Opera contro le perniciosissime heresie luterane, di frà Giovanni da Fano; 1532.
Pag. 338 in fine, aggiungi in nota:
Sul Mollio da Montalcino vedi Zeitschrift für das gesammte lutherische Theologie und Kirche, von Budelbach und Gueriche. Anno 1862.
Pag. 343, lin. 2, leggi:
fu condannato, ma non è vero quel che dice il Tuano che fosse bruciato, avendo fatto ecc.
Pag. 345, linea terzultima, aggiungi;
Di Bologna abbiam detto come il Mollio vi diffondesse molto l'errore, e qual terribile fio ne pagasse. Spogliando i libri de' giustiziati, vi si trovano condannati dalla Santa Inquisizione, nel 1468, frà Giovanni Favelli servita veronese, incantatore ed eretico, che avea composto un libro Fiore Novello, pieno d'enormità: al 1481 Giorgio di Monferrato, scolaro dell'Università, arso vivo per ostinatezza nell'eresia: al 1567 Bernardino Brescaglia di Modena, Baldiserra pittore veneziano, Martino Fenì ciabattino francese, arsi per luterani ostinatissimi, e al marzo maestro Bernardino delle Agucchie milanese, al settembre Pellegrino Righetti e Pietro Antonio da Cervia: nel 1568 Silvio Lanzoni mantovano, cugino del duca di Mantova e del signore della Mirandola: nel 1572 Antenore Gherlinzano pittore; nel 1579 Giacomo Salicati detto Cattaneo. Nel 1587 Ercole del Tollé fu impiccato per aver dato asilo a un eretico: come sappiamo che nel 79 un Ascanio Lojani di Bologna era stato bruciato a Roma per eresia.
Sull'Università bolognese, nel 1615 stava Assuero di ventisette anni, figliuolo di Giovanni Bispiach della diocesi di Munster; ed essendo caduto infermo, esaminato sui primi fondamenti della fede, si conobbe in errore, e fu mandato al Sant'Uffizio. Per quanto si facesse, mai non volle disdirsi o pentirsi, onde fu condannato ad esser arso vivo il 1618. Ostinandosi fino all'estremo, si lasciò piegare dai conforti dei confratelli della buona morte, e firmò un'abjura, onde fu appiccato. «Piaccia allo Spirito Santo, a Dio benedetto, alla Madre Santissima, che l'intrinseco accompagni l'estrinseco, perchè fu da tutti giudicato essere morto bene in grazia di Dio, ma questi sono suoi segreti iudicare il cor delli homini. Requiescat in pace. Amen». Così finisce la relazione che se n'ha ne' libri de' giustiziati(1).
(1) Un Auto da Fè in Bologna... pubblicato da M. G.; Bologna 1860.
Pag. 355, alla nota 9, aggiungi: