Oltre a ciò confessasti che con animo e mente ereticale avevi ne' suddetti tuoi scritti asserito la maggior parte delle suddette eresie, e sforzatoti, come in detti scritti chiaramente si vede, di confermarle e corroborarle con autorità e figure della sacra scrittura, e specialmente della divina Apocalissi, con mescolarvi esecrande bestemmie, acerbissime ingiurie, asprissime e per avventura non mai più sentite calunnie contra la santa fede cattolica. E che molti anni sono ti furono lasciati i suddetti libri eretici rinchiusi dentro una cassetta da una persona oltramontana, con dirti che erano scritture de' suoi conti; e che venutoti voglia di vedere cosa ciò fosse, avevi aperta la suddetta cassetta, e visto ch'erano libri eretici gli avevi letti con gusto e aderito ai loro errori, e poscia datoti a scrivere contro la suddetta santa fede cattolica; e che eri perseverato nelle eresie sino a dieci giorni dopo la tua carcerazione nel Sant'Officio: negando d'aver imparato da altri le suddette eresie, nè insegnatele ex professo ad alcuna persona, nè meno aver in esse alcun complice nella città, ovvero luogo di N. nè altrove, e dicendo d'esser pentito, d'aver tenuto e creduto le suddette eresie ed errori, e di credere al presente tutto quello che tiene e crede la detta santa cattolica e apostolica romana Chiesa:
E avendo noi data piena informazione di questa tua causa e de' meriti di essa alla sacra Congregazione della santa e universale Inquisizione romana, d'ordine espresso della santità del N. S. per aver da te l'intera verità, dopo averti assegnato il termine a far le tue difese, nel quale niuna cosa adducesti a tua discolpa, ti esponessimo, senza però alcun pregiudizio delle cose da te confessate, e contro di te dedotte nel processo al rigoroso e anco repetito esamine, dal quale non essendo risultata alcun'altra cosa di nuovo, similmente d'ordine espresso di sua beatitudine siamo venuti contro di te all'infrascritta diffinitiva sentenza.
Invocato il santissimo nome di nostro signore Gesù Cristo, della gloriosissima madre sempre vergine Maria, e di san Pietro martire nostro protettore, avendo avanti di noi li sacrosanti evangelj, acciò dal volto di Dio proceda il nostro giudicio, e gli occhi nostri veggano l'equità; — nella causa e cause vertenti tra il signor N. fiscale di questo Sant'Officio da una parte e te N. suddetto, reo, indiciato, processato, convinto e confesso, come di sopra dall'altra parte; — per questa nostra diffinitiva sentenza, qual, sedendo pro tribunali, proferiamo in questi scritti, in questo luogo ed ora da noi eletti; — diciamo, pronunziamo, sentenziamo e dichiariamo che tu N. suddetto, per le cose da te confessate e contro di te provate, come di sopra, sei stato eretico, e conseguentemente sei incorso in tutte le censure e pene che sono dai sacri canoni e altre costituzioni generali e particolari contro simili delinquenti imposte e promulgate. Ma perchè hai detto d'esser pentito de' suddetti tuoi errori ed eresie, e di credere al presente, e voler credere fino alla morte tutto quello che tiene e crede la detta santa madre Chiesa cattolica e apostolica romana, e del tuo grave eccesso dimandato misericordia e perdono, saremo contenti assolverti dalla scomunica maggiore, nella quale per le suddette eresie ed errori sei incorso, e riceverti nel grembo della detta santa Madre Chiesa, purchè prima con cuor sincero e fede non finta, vestito dell'abito di penitenza, ornato del segno della santa croce quale dovrai portare per l'avvenire sopra gli altri tuoi vestimenti, abjuri, maledici e detesti pubblicamente, avanti di noi, li suddetti errori, eresie e sètte, e generalmente ogni e qualunque altro errore, eresia e sètta che contraddica alla detta santa Madre Chiesa cattolica, come per questa nostra diffinitiva sentenza ti comandiamo che facci nel modo e forma che da noi ti sarà data.
E acciocchè questi tuoi gravi errori non ti restino senza il dovuto castigo, e sii più cauto nell'avvenire ed esempio agli altri che si astengano da simili eccessi.
Ti condanniamo a tutte le pene degli eretici, contenute ed espresse ne' suddetti sacri canoni e costituzioni pontificie, e a dover perpetuamente, senza alcuna speranza di grazia, esser immurato nel Sant'Officio, dove abbi a piangere la grave offesa da te fatta al sommo creatore Iddio e all'unico redentor nostro Gesù Cristo e alla diletta sua sposa detta, santa, cattolica e apostolica romana Chiesa, madre e maestra di tutte le altre Chiese, fuori del cui grembo non può alcuno trovare la vera e sempiterna salute, e al santissimo pontefice romano sommo e supremo capo e sposo visibile di lei.
Ordinando che a maggior detestazione delle suddette tue empietà ed edificazione di tutti i Cattolici, i libri e scritti eretici da te tenuti siano abbruciati in pubblico.
E acciocchè dal benignissimo e clementissimo Dio Padre delle misericordie ottenghi più facilmente la remissione e il perdono de' suddetti tuoi errori ed eresie, per penitenze salutari t'imponiamo,
Che per tutto il rimanente della vita tua digiuni ogni primo venerdì di ciascun mese semplicemente, e tutti i venerdì di marzo, e anco il venerdì santo, in pane ed acqua:
Che per il detto tempo reciti una volta la settimana i sette salmi penitenziali, con le litanie e preci seguenti, e appresso la corona della beatissima sempre vergine Maria, e ogni domenica cinque volte il Pater noster e l'Ave Maria, e una volta il Credo, inginocchiato avanti qualche sacra immagine. E finalmente
Che durante la vita tua, come di sopra, confessi sacramentalmente quattro volte l'anno i tuoi peccati al sacerdote che da noi ti sarà deputato, e di sua licenza ti comunichi nelle quattro principali solennità, cioè nella Natività e Resurrezione di nostro signore Gesù Cristo, della sacra Pentecoste e di tutti li Santi,