- Chiaretta, Sull'Eucaristia.
- Ciaffoni, Apologia della morale de' Santi Padri.
- Bozi, La Tebaide sacra.
- Gambacorta, Le immunità ecclesiastiche.
- Giovanni Garrido, Sui Benefizj.
- Romolo Cortaguerra, L'uomo, il papa, il re.
- Grillenzoni Giovanni, De l'ansietà dell'anima.
- Scipione Calandrini, Origine delle eresie.
- Feliciano Oliva, La giurisdizione ecclesiastica.
- Bonini di Chiavari, L'ateista convinto.
- Carlo Cala, Il contrabando de' preti.
[357.] Così lo storico Zazzera. Fra i libri proibiti d'allora compajono Giovanni Orsino, Scienze ermetiche; e Magica, seu mirabilium historiarum de spectris et apparitionibus spirituum; item de magicis et diabolicis incantationibus.
[358.] Estratto da copia nell'Archivio de' Frari.
[359.] Vita del cavaliere Borri, p. 354. Forse è opera del Leti, come l'Ambasciata di Romolo ai Romani, libro rarissimo stampato a Brusselles il 1671, e mal attribuito al Borri, del quale vi va unito il processo. Questo fu riprodotto nella Amœnitates litærariæ, tom. V, p. 149, e nella Historia d'Italia del Brusoni (Torino 1680, da pag. 724 a 732) «perchè veramente di nessun altro eresiarca si leggono tante e sì stravaganti follie nelle materie di fede».
Sul Borro altre notizie si hanno nell'Archivio di Firenze, Strozziane, filza CCXLIV; e filza LXXIX del tomo XI Segretaria Vecchia, coll'abjura di esso.
[360.] De ortu et progressu chemiæ. Nella Magliabecchiana, mss., classe XXIV, 65 è un'invettiva contro il Borro.
[361.] «Lo spirito moderno si mostrò molto severo verso il cenobitismo. Abbiamo dimenticato che nella vita comune l'anima dell'uomo gustò le maggiori gioje: cessammo il cantico Quant'è bello e giocondo l'abitar insieme i fratelli. Ma quando l'individualismo moderno avrà portato gli ultimi suoi frutti, quando l'umanità, impicciolita, attristata, fatta impotente, tornerà alle grandi istituzioni, alle forti discipline; quando la meschina nostra società borghese, dirò meglio, il nostro mondo di pigmei sarà stato respinto a frustate dalla parte eroica e idealista dell'umanità, allora la vita comune ripiglierà tutto il suo valore. Una quantità di cose grandi, come la scienza, si sistemeranno sotto forme monastiche con eredità non di sangue: l'importanza che il nostro secolo attribuisce alla famiglia diminuirà (!); l'egoismo, legge essenziale della società civile, non basterà alle grandi anime: tutti accorrendo dai punti più diversi, si alleeranno contro la vulgarità: si troverà senso alle parole di Gesù e alle idee del medioevo sulla povertà: si comprenderà che il posseder qualche cosa potè esser considerato come una degradazione, e che i fondatori della vita monastica abbiano disputato secoli per sapere se Cristo possedette almeno «le cose che si consumano per l'uso». Le sottigliezze francescane torneranno grandi problemi sociali. Lo splendido ideale, delineato dall'autore degli Atti apostolici sarà iscritto come una rivelazione profetica all'entrar del paradiso dell'umanità». Renan, Les Apôtres, p. 132-133.
[362.] Vedasi un manuscritto nella Magliabecchiana, classe VIII.
Le visioni del beato Amedeo, grosso volume di ducenquindici carte che si conserva manuscritto nella stessa Magliabecchiana, asserisce che gli errori saranno vinti da coloro che aderiranno al sommo pastore, quorum potior pars reperietur in urbe Florentina, tamquam capite religionis, non auctoritate qua Roma potestatis caput est, sed adhesione. Nulla nam civitas ita rebus Christi adherebit sicut illa. Conservabitur et illa de qua tibi alias dixi pro liberatione ab alienis totius Italiæ.
[363.] Gran mistico fu il poeta spagnuolo Luigi Ponce de Leon, che stette nelle prigioni del Sant'Uffizio dal 1572 al 76, e morì nel 91.