I labbri torcer disdegnosi e schivi ecc.
[437.] Vedi il nostro Discorso XXXI, nota 8. Che conto si facesse del medioevo lo indica uno de' più ingegnosi e dotti francesi, il presidente De Brosses. Nelle lettere che scriveva durante il suo viaggio in Italia del 1740, narra aver veduto nella biblioteca di Modena il Muratori. «Trovammo questo buon vecchio, co' suoi quattro capelli bianchi e la testa calva, che lavorava, malgrado il rigido freddo, senza fuoco e a capo scoperto in quella galleria glaciale, in mezzo d'un cumulo di antichità, o piuttosto di vecchiaggini italiane; chè davvero io non so risolvermi a chiamare antichità ciò che riguarda que' villani secoli d'ignoranza. Non mi immagino che, fuor della teologia polemica, v'abbia cosa più stomachevole di questo studio. È fortuna che v'abbia alcuni che vi si buttano come Curzio nella voragine: ma io sarei poco voglioso d'imitarli».
[438.] Già il Summonte (Istoria della città e regno di Napoli, lib. I, c. XI) scrive che oltre le parrocchie... sono in Napoli più di cento cappelle, edificate da cittadini presso le loro case, servite da preti secolari, tra le quali, dodici ne sono sotto il governo di diverse comunità de' forestieri, come Spagnuoli, Catalani ecc.».
[439.] Dopo che Tommaso Campailla avea formato un poema sulle idee di Cartesio, Tommaso Natale ne fece un altro sulle idee di Leibniz, e che fu proibito dal Sant'Uffizio.
[440.] Anche ai giorni nostri Göschel, Weis, Bromis, Fichte juniore, Rust ed altri tedeschi cercano conciliare l'hegelianismo col cristianesimo, introducendovi la personalità di Dio e l'immortalità dell'anima.
[441.] Opere sue principali sono:
Ricerche sulle ricchezze del clero. Ferrara 1776.
Emilio disingannato. Siena 1783.
Del buon uso della logica in materia di religione. Foligno 1787. Son 3 volumi che contengono 37 dissertazioni.
G. G. Rousseau accusatore de' nuovi filosofi. Asisi 1798.