[476.] Nella Correspondence diplomatique di J. De Maistre leggesi: Si disse ai principi, i Gesuiti sono una potenza, e i principi diedero in questa trappola: ma il fatto è che, senza potenza nello Stato, senza corpi, senza società, senza istituzioni forti ben organizzate, il sovrano non può governare, giacchè non ha che una testa e due braccia, s'ammazzerà di fatica, si intrigherà di tutto, avrà appena il tempo di dormire, e tutto andrà male».

[477.] Pasquino disse che andò a Vienna a cantare una messa, senza gloria per il papa, senza credo per l'imperatore.

[478.] L'abate Marco Mastrofini fece dei Rilievi sull'opera del signor De Potter, intitolata Spirito della Chiesa, o considerazioni filosofiche e politiche sulla storia dei Concilj e dei Papi, dagli Apostoli fino ai giorni nostri (Roma 1826). Con buona logica e retta teologia ne esamina le dottrine intorno a Dio, alla trinità, al peccato originale, a Cristo, alla Grazia, alla Chiesa, ai Concilj, ai santi padri, all'invariabilità dei dogmi, ai pontefici, mostrandone i gravi errori, le molte ignoranze, le continue contraddizioni; e come non riveli lo spirito della Chiesa, bensì con arguzie e scurrilità i mancamenti e i vizj che la Chiesa deplora e rimprovera.

[479.] Il Ricci riflette che, in sua gioventù, era poco frequente il caso d'un indulto generale nella diocesi: e quando accordavasi, era solo per uova e latticinj, esclusine anche sempre i mercoledì, venerdì e sabati, la prima e l'ultima settimana, e le vigilie dell'Annunziata e di san Giuseppe: e mai non si concedeva due anni di seguito. Clemente XIII nel 1767 dispensò anche per l'uso delle carni, dal che venne grave scandalo; poi Pio VI abbondò.

[480.] Vedi il nostro vol. I, pag. 89. Il Pusey, che più volte menzionammo, accorderebbe tutto, purchè la Chiesa cattolica ripudii la supremazia del papa e il culto di Maria. Al qual proposito soccorrono parole del nostro padre Ventura: «Non è lontano il tempo che il nome di Maria ricondurrà il suo culto in Londra, e con esso la vera religione del Figlio. Avvenimenti misteriosi e inesplicabili hanno luogo presentemente nella fiera Albione. E l'opera di Dio che riconduce, nelle sue vie ineffabili, quel popolo, mercante dei beni della terra, alla conquista dei beni del cielo, col suo ritorno all'unità della vera fede. Ma questo grande, avvenimento che farà stordir l'universo e lo colmerà di gioja, non avrà il suo effetto salvo che sotto il patronato di Maria, presso la quale i Cattolici inglesi insistono alla lor volta con incessanti preghiere, onde ottener la conversione della grande loro patria».

Vedasi in fatto la magnifica risposta del Manning, della quale ci siamo qui valsi.

[481.] Una delle maggiori accuse che Pietro Leopoldo appone a i Minori Osservanti, è che «il lettore pone per principio che il governo della Chiesa è monarchico, e che il romano pontefice ne è veramente il monarca. Questa eresia si fa passare come un articolo di fede.... Tralascio di accennare gli altri spropositi sulla superiorità del papa al Concilio». «Faceva pietà (dice altrove) il legger gli scritti di quei lettori (frati)..... Le Bolle dei papi erano venerate come regola di fede. La loro infallibilità era data per domma». E del suo sinodo dice: «Troppo si temevano le conseguenze dai partigiani della Corte di Roma, che prevedeva l'effetto che potea produrre contro l'antica macchina della monarchia papale un corso di dottrina e disciplina insieme raccolto, e fondalo sul vangelo e sulla tradizione, assortito appunto per battere in dettaglio quella diabolica ed anticristiana invenzione».

[482.] 1784, con note del Guadagnini.

[483.] 1771. Altre sue opere sono:

De justitia Christiana et de sacramentis. Pavia 1783 e 84.