[485.] Altre opere sue sono:
Vindiciæ augustinianæ ab imputatione regni millenarii. Cremona 1747.
Dialoghi tre in difesa di quelle (1753). Sostiene che il sermone 259 di sant'Agostino è un centone di passi di quel santo, mal connessi da chi volle farlo autore dell'errore de' millenarj.
D. Aurelii Augustini quæ videtur sententia de beatitate s. patriarcarum, prophetarum etc. ante Christi descensum ad inferos (1762). Gli fu vivamente combattuta dal Mamacchi, contro cui egli diresse una Lettera prima nel 1767. L'anno dopo pubblicò la Dissertazione epistolare se l'anima delle bestie possa dirsi spirituale: poi una spiegazione del testo di sant'Agostino Ecclesiam Christi servituram fuisse sub regibus hujus sæculi; e Delle giornaliere pubbliche preci da ristabilirsi nel rito romano per la salute e prosperità de' sovrani (Pavia 1784).
Lo contraddissero molti discepoli di san Tommaso, e principalmente i padri Mingarelli, Patuzzi, Migliori, e monsignor Giustiniani vescovo di Cerigo.
[486.] G. B. Almici di Coccaglio (1717-93) fratello di Camillo, traducendo Puffendorf pretese rettificarlo nella parte eterodossa, come la poligamia, i voti, il suicidio, il duello, le convenzioni di guerra: lo spirito di Elvezio.
[487.] Esame della Vera Idea della santa sede. Macerata 1785.
Il critico corretto. 1786.
Fatti dommatici, ossia della infallibilità della Chiesa nel decidere sulla dottrina buona o cattiva de' libri. Brescia 1788.
Della Carità o amor di Dio. Roma 1788.