[606.] Prose politiche, pag. 39.

[607.] Italia del popolo, 1849.

[608.] Manifesto del comitato nazionale. Londra 1851.

[609.] Prose politiche, pag. 43.

[610.] Che i Framassoni a Roma nelle loro adunanze celebrassero una messa s'un altare illuminato da sei candele nere, e dove ciascun membro dovea portare una particola consacrata, e quivi depostele in una pisside, erano colpite dai pugnali de' fratelli, potè credersi una delle baje consuete contro chi vuolsi infamare: ma pur testè fu asserito che altrettanto pratichino alcune loggie di Parigi, di Lione, di Aix, d'Avignone, di Châlons, di Marsiglia. Vedi monsignor di Segur, I Framassoni, cosa sono, e cosa fanno, cosa vogliono essere. Parigi 1867.

[611.] Un giornale che deve intendersene, le Temps, nell'agosto 1866 scriveva: Quelqu'un qui voit de haut, me disait: En Italie, le vieux lévier maçonnique mène plus de choses qu'ailleurs. Il a fait et imposè des ministres; il en fera et en imposera d'autres. E Massimo d'Azeglio scriveva al signor Rendu: «In Italia tutte le posizioni sono prese sotto l'influenza delle sètte».

[612.] Proudhon, che è il rivoluzionario più ardito dell'età nostra, il più accannito demolitore della Chiesa cattolica, la crede tutt'altro che vicina a perire. «Le minacce di scisma e di protestantismo, che di tempo in tempo si fanno contro il papato, sono sogni stravaganti che dimostrano solo il disordine degli spiriti. Lo scisma, ove pure si volesse attuare sul serio, vale a dire ove avesse per reale movente il sentimento religioso, l'idea cristiana, sarebbe il trionfo del papato, mostrando com'è salda ancora la pietra, su cui è stata edificata la Chiesa. Il protestantismo poi è morto; e oggi sol Tedeschi paraboloni osano ancora dirsi cristiani mentre negano l'autorità della Chiesa e la divinità di Gesù Cristo. Si va strombazzando che coloro i quali riveriscono il papa nello spirituale, voglionsi considerare quali ipocriti; che l'idea che rappresenta il papa è cosa vecchia, e da sacrificare col resto. A maraviglia; ma è giocoforza che a sì fatta idea ne venga surrogata un'altra; e per tale scopo si richiede altro che la professione di fede del Vicario Savojardo. Quale compenso hanno dato i trentatrè anni di guerra contro i Gesuiti? Quale vantaggio si può attendere oggi dagli attacchi avventati ed insignificanti della stampa libera contro il papato? Nessuno; il cattolicismo, per confessione degli avversarj stessi del papato, starà sempre come l'unico rifugio della morale, il faro unico delle coscienze. Per l'immensa maggioranza de' fedeli la religione è ancora il propugnacolo delle coscienze, il fondamento della morale... Quando io affermo, che qualora il deismo e il dottrinarismo, arrivassero a scuotere la santa sede, non farebbero altro che dare maggior vigore alla Chiesa o al cattolicismo, non ragiono come partigiano del papato, sì bene come libero pensatore. In queste materie innanzi tratto voglionsi considerare i fatti. Ora i fatti dimostrano che la religione ha profonde e vaste radici nell'anime de' popoli: che dove, sotto un'influenza qualunque, essa viene a rallentarsi, sottentrano le superstizioni e le sètte mistiche d'ogni forma; che la trasformazione di questo stato religioso delle anime in uno stato puramente giuridico, morale, estetico e filosofico, che dia piena soddisfazione alle coscienze e alle aspirazioni dell'ideale, non è compiuta in nessun luogo; che in tal guisa i popoli sono costretti di vivere in presenza di religioni autorizzate come in mezzo a sètte indipendenti antagoniste; che in questo stato di cose, ogni attacco alle religioni e specialmente alla cattolica, avrebbe il carattere di persecuzione: che in fine, sebbene si giugnesse a spodestare il papato, non si potrà mai distruggerlo; anzi, più si moltiplicheranno gli attacchi, più trionferà. Tali fatti sono spiacenti al razionalismo, anche irritanti, ma pure sono incontrastabili, ned è possibile attenuarli. No, una religione, una Chiesa, un sacerdozio non si può distruggere con persecuzioni e con diatribe. Nel 1793 noi ci provammo ad abolire il cattolicismo colla persecuzione e colla ghigliottina. Il turbine rivoluzionario, che volea purgare il clero, non riuscì che a dare alla Chiesa maggior forza, nè mai si vide tanto fiorente quanto sotto il consolato. Trent'anni prima, Voltaire aveva intrapreso di renderla infame: ma Voltaire istesso e la sua scuola furon dichiarati libertini. Atteso il costoro libertinaggio, la Chiesa afferrò lo stendardo della morale, e da quell'ora niuno potè ritorglierlo. Nel 1848 tutti le rendevano omaggio e le stendevano la mano». L'unité et la fédération en Italie.

[613.] Auteur, œuvre et action en même temps, le G. A. D. U. englobe tout: rien n'a été, rien n'est, rien ne peut étre déhors de lui... Ce tout qui nous renferme, et que nous appellons la nature, l'univers, c'est l'infini: l'être infini complexe et un, que l'ordre maçonnique, adaptant son langage à la fiction simbolique, vénère sous le nom de G. A. D. U. — Frapolli, La framaçonnerie reformée, Turin 1864. Oltre i già citati a pag. 418, vedasi Storia e dottrina della framassoneria scritte da un framassone che non lo è più, Vienna 1862, 3ª edizione italiana. Reghellini di Schio, oltre un Esame del mosaismo e del cristianesimo, ha la Maçonnerie considerée comme resultat des religions egyptienne, juive et chrétienne; e L'esprit du dogme de la Franche maçonnerie, recherches sur son origine et celle de ses differents rites, compris celui du carbonarisme, 1836 e 39. Gyr, La maçonnerie en elle même. Liegi 1859. Il sacerdote Luigi Parascandalo pubblica ora a Napoli La framassoneria figlia ed erede dell'antico manicheismo. Ciò darebbe nuova ragione a noi di ragionarne fra le eresie.

In alcune storie moderne della framassoneria trovo data molta importanza a Lelio Soccino, come se nel 1546 a Vicenza avesse formato una cospirazione contro il cattolicismo coll'Ochino. La società fu dispersa per le persecuzioni, e si venne al nucleo degli Illuminati. L'Ochino vi giovò assai, talchè l'illuminismo sarebbe nato in Italia.

[614.] De Castro, Il mondo secreto. Son tutte frasi della breve prefazione (pag. 31, 33, 42, 24), ov'egli abilmente condensò le teoriche di molti lavori in proposito. Cristo per lui non è che un programma massonico, adottato dalla massoneria italiana, e dalla madre loggia Dante Alighieri.