Chiusa Amalia in pio recinto
Fra le suore del Signor,
Canta Iddio, ma al caro estinto
Vola il cor.
Dal seren di miglior vita,
Dolce spirto, miri al suol?
Odi il gemer dell'attrita?
Vedi il duol?
Dolce spirto, l'ora affretta
Che, disciolto il mortal vel,
Presso a te la tua diletta
Goda in ciel.
Fermavasi alquanto la Margherita, poi ripeteva:
Oh il tripudio del ritorno
Fra le braccia dell'amor!
Volge in riso quel bel giorno
Il dolor.
E dopo un altro istante di silenzio pensierosa tornava a cantare:
Ahi fu un sogno! Spirto lieve
Ei serena il suo dormir
Con letizia onde non deve
Mai gioir [22].
A che pensava ella? di chi si ricordava? Un giorno, là, sul far della notte, le interruppe questo canto uno scalpicciare nel cortile, maggiore del consueto, un tuono di sghignazzi, d'insulti, fra cui si distingueva un rammarichio più gentile che non soglia fra prigionieri, ed affatto discorde dalle aspre voci che oramai sole era abituata a udire. Il cuore dello sventurato è così aperto sempre alla paura! Coll'ansietà di una colomba, che abbia veduto il cuculo fissare gli occhi sul fecondo suo nido, balzò la Margherita allo spiraglio, colle delicate mani si ghermì alle grosse sbarre, gettò lo sguardo verso quel rimescolamento, vide un fanciulletto che, scomposta la bionda capellatura sopra gli occhi, strillando e dibattendosi fra le braccia degli sgherri, andava gridando:—Babbo! babbo!» verso di un altro che tutto in catene e col volto dimesso, lo seguitava.
Ah!—La Margherita mise uno strillo come d'uomo percosso nel cuore, e cadde svenuta sul pavimento. L'occhio, l'orecchio, benchè di lontano, benchè a lume incerto, le avevano in quei due infelici fatto avvisare il suo Franciscolo, il suo Venturino.
Poveretta! Si fosse almeno ingannata.