NOTE:

[1.] L'ambasciadore di Toscana Nicolini, presso del quale Galileo abitò durante il suo processo, salvo i giorni in cui dovette stare alla Minerva per udire la sentenza e ricever l'assoluzione. Di ciò si ragiona a disteso in Cantù Eretici d'Italia, discorso IL.

[2.] È noto come il punto cardinale dell'eresia luterana fosse l'inutilità delle opere. Questa professione esplicita della monaca rende fin ridicolo chi testè s'appassionò a trovare in Galileo un eretico mascherato, cioè un basso impostore: e che mandasse monache le sue figliuole per ispiare i segreti del convento.

[3.] M. Gasparin, protestante, scriveva di poi qualcosa di simile. «Sarà una delle meraviglie dell'avvenire il sentir che una società, la quale dicevasi cristiana, dedicò i sei o sette anni più belli della giovinezza de' figli suoi allo studio d'autori pagani; ch'essa gli ha unicamente nodriti delle false idee, delle false virtù, della falsa gloria di quelli; che gli allevò nel culto della patria, dell'onore della rinomanza che sopravvive alla tomba e che non pagasi mai troppo cara; che lentamente e laboriosamente ispirò loro gl'insegnamenti più contrarj al vangelo; che questo vangelo fu relegato a un posto talmente subordinato ed infimo, da poter ben di rado bilanciare l'influsso di quelle detestabili dottrine, sì ben addatte alle nostre inclinazioni naturali; e che in nome di Cristo si fece forza per acquistare molti discepoli a Socrate e a Zenone. Che cristiani si formassero così, noi lo vedemmo alle feste della Ragione; che Francesi, lo vedemmo a questa spaventosa perpetua parodia della Grecia e di Roma, espressa nei nomi, nel linguaggio e ancor più ne' sentimenti di tutti... Io mi ricordo di quando uscii di quest'educazione nazionale; mi ricordo cos'erano tutti i miei camerata coi quali avevo a fare. Eramo noi buoni cittadini? nol so; certo non eramo buoni cristiani, non avevamo tampoco i più deboli principj della fede evangelica.» Intéréts généraux du protéstantisme français, 1844.

[4.] «Vuoi sapere qual uno è? bada come si comporta co' suoi fratelli», disse un antico, non di quegli antichi che si spiegano nelle scuole.

[5.] Madama Campan, nella sua opera De l'éducation, che pure va raccomandata alle madri, comincia il libro III con queste parole: La mémoire ne se développe qu'à l'âge de trois ans. O non intendo, o non è vero. Quante cose non sa, non ricorda già il bambino a tre anni, fino a saper parlare? E poco dopo: A trois ans l'enfant entend et commence à comprendre le sens des mots. Ma qual madre non s'è sentita a dire bellissime cose da qualche caro fanciullino non ancora trienne?

[6.] È noto il modo che suggerisce Rousseau: caso per altro particolare. Madama Campan, alla cui esperienza conviene aver venerazione, dice che, qualora le occorressero de' fanciulli più curiosi di quel che sono generalmente, j'ai toujours répondu avec succès à cette question, en disant que l'accouchement était une operation chirurgical très-douloureuse, et que presque toutes les mère risquent de perdre la vie en la donnant à leurs enfants. Ce mot chirurgical les effraie, et calme leur immagination.... ils n'en demandent pas davantage, et l'idée que leur naissance a mis les jours de leur mère en danger, les attendrit, et la leur rend encore plus chère. Vedano le madri quanto l'espediente possa valere.

[7.] La citata Campan vorrebbe data tale risposta quando il fanciullo domanda perchè le ricchezze non sono egualmente distribuite sulla terra. Ad una madre religiosa non è così difficile la risposta.

[8.] Bernardino di Saint-Pierre, Harmonies de la nature. Su questi e su altri punti dell'educazione bisognerebbe consultare la Metodica del Rosmini.

[9.] Educazione delle donne.