Scriverle?
Ma ciò prolungherebbe l'inquietudine sua; poi il colto pubblico non legge le difese; e se anche giungano, è tardi, e non fanno che inciprignire le piaghe. Egli intanto erasi lusingato di aver dal librajo la commissione di tradur dal francese un'opera tedesca, per dieci lire al foglio; di ottener l'onore d'insegnare la grammatica in quella casa, in quel collegio; di diventare copialettere in quel banco, o correttore delle bozze in quella tipografia; avea sperato di vendere il suo libro, e col ricavo far una buona azione; di trovar chi facciasi editore ad un'opera a cui da tanto tempo lavora; di procurarsi i mezzi di comprare que' libri, di fare quel viaggio, necessario per compire quello studio. — Grazioso buffone! idrofobo gentile! state allegri: ci siete riusciti. Tu avevi detto, — Io voglio attraversargli quell'onore»; tu avevi promesso, — Farò tanto che lo balzeranno da quell'impiego»; tu eri stato pagato per disingannar l'Italia (credente ne' tuoi oracoli) sul merito di quel libro, non perchè lo disistimasse, ma perchè non lo comprasse: buffone grazioso, idrofobo gentile, si può senza coltello assaltare alla strada, e senza neppure il coraggio di Battista Scorlino o di Maino Spinetta. Rallegratevi con voi stessi, e con chi v'aizza o vi paga! Il pubblico fu divertito; non s'è fatto che straziare, spogliare, uccidere un letterato.
Sì, uccidere; uccidere a colpi di spillo o col fare il solletico; perchè io conosco giovani che andarono consunti sotto il peso d'un di questi legali assassinj; altri ne conosco che, non avendo quanta forza bastava per rimbalzare contro il colpo immeritato, s'abbandonarono fiaccamente, e nessuna cura ebbero maggiore che di sfruttare il proprio intelletto, e gettarsi a quell'inerzia che fa i cittadini tristi alle famiglie, inutili alla patria, ma che li pone sotto alla protezione della polizia e del galateo; protezione negata al letterato.
Questi sono dolori fraterni, domestici, nella tempestosa repubblica del sapere. Se poi il letterato entri nel mondo, già v'è la persuasione ch'e' sia un bizzarro, qualche cosa di mostruoso: non potrà lanciarsi a cordiali abbandoni: aspetteranno oracoli ad ogni parola, appunteranno ogni frase, vorranno ch'e' sia libero, ma alla misura loro; ch'e' sia spregiudicato, ma immerso a gola in tutte le loro superstizioni: un difettuccio suo lo predicheranno dai tetti; le sue virtù saranno o ignorate o taciute, bastando per ogni encomio e per un vitupero il dire: — Gli è un letterato».
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Questi puntolini, chi volesse sapere che cosa significano, sono un'altra delle disgrazie del letterato onesto, in questo ameno stivale, costretto a dire più d'una volta, Insipiens factus sum, vos me coegistis; dirlo cioè tra sè medesimo, e mandar giù stranguglioni quando glielo rinfacciano quelli che cianciano a baldanza, perchè sanno che la ragione vera e trionfale egli non può dirla; perchè sanno che gli fanno colpa di aver dovuto fermarsi davanti a quel precipizio, ov'essi medesimi gli avevano preparato il trabocchetto.
Ora quali ristori a tante miserie? Nessuno ch'io conosca.
— Devono essere alleggerite assai dall'abitudine», dicono. Benissimo; e in fatti io non parlai che de' principianti, a cui la ciurma può consolarsi d'essere ancora in tempo a cagionare non soltanto dispiaceri, ma vero danno. Però in cortesia ditemi, e gli adulti non hanno più sentimento? e portate meno compassione ad uno perchè son dieci anni e un mese che spasima di micrania? Jer da sera io dipingeva a una damina i patimenti d'una poverissima famiglia; fame, freddo, non pentola, non letto, non tetto; ed ella mi rispose: — Ci sono assuefatti».
Oh sì, il letterato adulto va più superiore, più sicuro di sè; ma conosce che il suo provocatore non imbocca la tromba della fama soltanto; e che, come criticargli il verso e il periodo, così può fargli ipotecare le opinioni e la persona. Sa, è vero, che la sua nazione e forse altre l'hanno conosciuto e lodato; ma s'avvera il caso di quegli illustri Pagani defunti, dei quali diceva sant'Agostino: — Ove non si trovano, son encomiati; ove si trovano, son bruciati». Ha tutti per partigiani, ma neppur uno per avvocato: onde, dopo che le passioni contemporanee gli bandirono guerra, e un vulgo patrizio e letterato, dall'abjettezza dell'anima propria argomentò quella di lui, le cui intenzioni non è capace d'elevarsi a comprendere nè ad indovinare il pensiero; il povero letterato dee ravvilupparsi in sè, come la biscia, intirizzito dal gelo dell'egoismo che trova d'intorno, e quivi, mettendo a schermo la testa se può, aspettare che all'ingiustizia presente succeda l'obblio avvenire.
1836.