[211] Diogene Laerzio, lib. viii

[212] «Nulla esiste; esistesse anche, è impossibile conoscerlo». Tale era il suo teorema, e lo provava così: «Se esiste qualche cosa, essa è l’essere o il non essere, o le due cose insieme. Il non essere non è possibile perchè non può esser nato, nè non esser nato, nè esser uno nè multiplo. Ciò poi che è, non è possibile che sia essere e non essere; imperocchè se questi fossero nel medesimo tempo, quanto all’esistenza sarebbero una cosa sola; ma se una sola cosa fossero, l’essere sarebbe il non essere. Siccome però il non essere non è, neppure l’essere sarebbe. Se poi tutti e due fossero la medesima cosa, non sarebbero due cose, ma una sola». Eppure Platone credette dover confutare questa argomentazione ne’ suoi dialoghi; segno che allora non parea frivola e ridicola, quanto oggi la giudichiamo.

[213] Anche nelle XII Tavole il principio era Deos caste adeunto; e Giustiniano mise a capo del suo codice De summa Trinitate et fide catholica.

[214] Questa clausola fu introdotta posteriormente. Diodoro Siculo, lib. xii.

[215] Esempio di piena e meravigliosa concisione potrebb’essere questo: χρὴ δὲ ἐμμένειν τοῖς εἰρημένοις, τὸν δὲ παραβαίνοντα ἕνοχον τῇ πολιτικῇ ἀρᾷ. Vedi Diodoro, lib. xii. 11 e seg.; Stobeo, Serm. xliv; Aristotele, Politic., lib. ii. 9.

[216] Vedi Bentlejo, Opusc., pag. 340; Heyne, Opusc. acad., tom. ii, p. 273; Sainte-Croix, Sur la législation de la grande Grèce negli atti dell’Accademia delle Iscrizioni, lib. xlii; Richter, De veteribus legum latoribus, Lipsia 1791.—Nitzol, De historia Homeri, negò che Zaleuco sia il più antico legislatore; ma lo confutò Müller nel giornale di Gottinga 1831, pag. 292.

Eliano riferisce una sua legge:—Se un malato, senz’ordine del medico, beva vino, quantunque guarisca, sia condannato a morte». Pastoret s’affatica invano a cercar la ragione di sì pazzo ordine; ma Eliano, come spesso, s’inganna, giacchè Ateneo, da cui esso la trae, dice: εἵ τις ἃκρατον ἐπίῃ, μὴ προστάξαντος ἱατροῦ, θεραπείας ἒνεκα, θάνατος ἦν ἡ ζεμία. Se alcuno beva vino senz’ordine del medico per ragion di salute, sia reo di morte.

[217] Mangiatori di loto; il rhamnus lotus di Linneo, del cui frutto gli Africani si nutrono anche oggi, e ne preparano un vino o idromele, che regge pochi giorni.

[218] Diodoro attribuirebbe questa migrazione verso occidente a un’eruzione dell’Etna. È notevole che Omero non fa verun cenno di questo vulcano, così acconcio a fantasie poetiche. Tucidide riferisce che ricordavansi tre eruzioni di esso, ai tempi di Pitagora, di Gerone, e a’ suoi. Di due sotto ai Dionisj ci è testimonio Platone, che fu invitato ad osservarne i fenomeni. Ne ricorsero spesso sotto la dominazione romana, e particolarmente nel 662 di Roma, e due volte durante le guerre civili; poi negli anni di Cristo 225, 420, 812, 1163, 1285, 1329, 1333, 1408, 1444, 1446, 1447, 1536, 1603, 1607, 1610, 1614, 1619, 1634, 1669, 1682, 1688, 1689, 1702, 1766, 1781, 1819, a tacere le recenti.

[219] Brunet de Presle, Recherches sur les établissements des Grecs en Sicile, Parigi 1845.