[280]. Τήν τε τόχην τὴν μεγίστην ὀπότε τὶ ὀμνύουσι ποιέσθαι, τὸ ἐν τῷ Καπιτολιῳ δικάσαι. Dione.

[281]. Massime dall'incontro d'un asinajo chiamato Bonaventura (εὐτυχὼς) che cacciava un somaro detto Vincitore (νικῶν). È il solito Plutarco.

[282]. Δυστυχὼν ὸμοιότατος ἐν ἀγαθῷ: nella sventura somigliante a ottimo. Plutarco.

[283]. Che ne fosse dei due maschi partoritigli da Cleopatra, nol sappiamo: la fanciulla Cleopatra Selene fu educata dalla virtuosa Ottavia, e maritata con Giuba II re di Mauritania. Delle due Antonie generategli da essa Ottavia, la maggiore partorì a Ottaviano Lucio Domizio Enobarbo, padre di Gneo Domizio che generò Nerone imperatore: la minore sposò Druso figliastro d'Ottaviano, e n'ebbe Claudio imperatore, e Germanico padre dell'imperatore Caligola.

[284]. Ὤς καὶ πλεῖον τὶ, ἤ κατὰ ἅνθρωπος, ὥν. Dione, liii. Ma Augusto che cosa significa? Festo lo stiracchia da avium gesta, o avium gustata; altri da augurium; chi da αὐγή splendore; e chi da augeo in senso di consacrare la vittima, onde Augusto varrebbe quanto sacro: del che Ovidio canta nei Fasti, I. 614:

Sancta vocant augusta patres; augusta vocantur

Templa, sacerdotum rite dicata manu.

Hujus et augurium dependet origine verbi,

Et quodcumque sua Jupiter auget ope.

I più lo traggono da augere in senso d'aumentare; onde in una lapide ad onore di Giuliano, e ne' panegirici di Massimiano e Costantino troviamo semper augustus, che fu adottato dagl'imperatori di Germania, e che da essi traducevasi per Mehrer des Reichs, cioè aumentante l'impero.