[38]. Ep. 39, del 693 di Roma.
[39]. Pro lege Manilia.
[40]. Vedi Plutarco in Silla; Appiano nel Mitradatico; Cicerone, pro lege Manilia e pro Flacco: gli Excerpta di Dione e di Memnone; oltre Tito Livio, Vellejo Patercolo, Valerio Massimo, Floro, Eutropio, Orosio. Alcuno imputa il suddetto Rutilio Rufo d'aver consigliato questa barbarie a Mitradate: Cicerone ne lo purga (pro Rabirio Posthumo), e c'informa che campò travestito da filosofo.
[41]. Cicerone, pro Roscio Amerino.
[42]. Lo confessa fin il gelido Appiano (B. Civ., i. 97): οἵδε μὲν οὔτως ἐγκρατῶς ἀπεθανον.
[43]. Nel Circo Massimo, Augusto fece porre l'obelisco che ora è in piazza del Popolo, e Costanzo quello del Laterano. Dal circo di Caracalla, che tuttavia sussiste, fu tolto l'obelisco di piazza Navona. Il circo più famoso è il Coliseo, la cui elissi si svolge per 534 metri all'esterno e 239 all'interno, 19 metri sollevasi la precinzione esteriore in quattro ordini sovrapposti: capiva novantamila spettatori; attorno e sotto v'erano volte ove serbare le fiere; poteasi anche farvi scorrer acqua; e larghe tende riparavano dal sole e dalla pioggia.
[44]. Gladiatoria sagina, dice Tacito, Hist., II. 88.
[45]. Quare tam timide incurrit in ferrum? quare parum audacter occidit? quare parum libenter moritur? Seneca, ep. VII. — Injuriam putat quod non libenter pereunt. Contemni se putat. Lo stesso, De ira, I.
[46]. Plinio, XXVIII. 11; Celso, III. 23; Areteo, IV. 175.
[47]. Plausum immortalitem, sibilum mortem videri neccesse est. Cicerone, pro Sextio.