Armaque fraternæ tristia militiæ,
Atque (ita sim felix) primo contendis Homero...
Me laudent doctæ solum placuisse puellæ...
Tu cave nostra tuo contemnas carmina fastu:
Sæpe venit magno fœnere tardus amor.
Eleg. I. 7.
Che gli argomenti mitologici fossero comuni nelle epopee, lo raccogliamo da quel di Ovidio ove dice:
Quum Thebæ, quum Troja forent, quum Cæsaris acta,
Ingenium movit sola Corinna meum;
e più dalla famosa ode di Orazio Scriberis Vario fortis, ove, invitato a cantar le glorie di Agrippa, risponde che meglio capace n'è Vario, aquila della poesia meonia: — Io, debole poeta, non varrei a trattare tali soggetti, nè l'implacabil ira del Pelìde, nè i lunghi errori di Ulisse, o i delitti della casa di Pelope... Chi parlerà degnamente di Marte colla lorica d'acciajo, di Merione annerito dalla polvere di Troja, del figlio di Tideo che l'ajuto di Pallade eleva a paro degli Dei?»