[296]. Lib. VII. 20.
[297]. Quest'Artemidoro, giunto in Atene, cerca qualche casa; e gliene indicano una grande e bella eppur deserta, perchè ogni mezzanotte vi si sentiva fracasso di catene, poi compariva un vecchio, scarno, arruffato, coi ferri ai piedi e alle mani. Artemidoro, spirito forte, compra la casa a poco prezzo, vi si alloggia, mettesi a scrivere; ma a mezzanotte ecco lo spettro, che gli fa segno col dito. Artemidoro gli accenna che aspetti, ma l'altro raddoppia il fragore, sicchè il filosofo si alza, prende la lucerna e segue il fantasma. Era l'ombra d'uno quivi trucidato, che chiedeva le estreme esequie; fatte le quali, Artemidoro godè tranquillamente la sua casa.
Voi credevate simile storiella inventata dai frati nell'ignorante medioevo; e potete leggerla in Plinio, Epist. VII. 27.
[298]. Epist. I. 8.
[299]. Epist. VII. 30.
[300]. Sul lago di Como è ancora una fonte intermittente, alla villa che appunto da ciò dicesi Pliniana; ma non ha il minimo vestigio di antichità: mentre la Commedia vorrebbe collocarsi a Lenno, la Tragedia a Bellagio.
[301]. Altri suicidj sono menzionati con lode da Plinio. Il suo tutore Aristone, sentendosi preso da febbre, disse a Plinio: — Sentite il mio medico, io non sono insensibile alle preghiere di mia moglie, alle lacrime di mia figlia, all'inquietudine dei miei amici, ma non voglio patimenti inutili»; e Plinio gli promise d'avvertirlo quando fosse opportuno uccidersi, ma fortunatamente guarì. Rufo, fratello di Spurina, uomo d'alta ragione, preso dalla gotta, disse a Plinio che aveva stabilito di lasciarsi morire, nè preghiere di parenti o d'amici valsero a stornarlo.
[302]. Quando si tratta di delineare qualunque sia edifizio degli antichi, s'incontrano mille difficoltà. Forse venti diversi piani si fecero della villa di Plinio, diversissimi tra loro. L'architetto francese L. P. Hudebourt scrisse, nel 1838, Le Laurentin, maison de campagne de Pline le Jeune, restituée d'après la description de Pline; e può dar idea delle ville romane, per riscontro al Palais de Scaurus (pag. 259, vol. II).
[303]. Epist. VI. 17.
[304]. Giovenale, v. 82-93.