Sat. I, V. 46.

[373].

Scalis habito tribus sed altis.

Epigr. V. 22.

[374]. Cicerone, pro Milone, 15; Philip. II. 9. Orazio, Ep. II. 2. 15.

[375]. Che si chiudessero con imposte doppie è chiaro da quel di Ovidio, Amor., I. 3:

Pars adaperta fuit, pars altera clausa fenestræ.

Plinio parla d'una porta a vetri nella sua villa, la quale separava e riuniva due camere.

[376]. Ex auro, argentove aut certe ex ære in bibliotheca dicantur illi, quorum immortales animæ in iisdem locis loquuntur. Plinio.

[377]. Quanto ai camini, senza ricorrere al Manuzio nei Commenti alle epistole di Cicerone, al Filandro sopra Vitruvio, VII. 3, al Burmanno sopra Petronio, Satyr. 135, che lo negano, ed al Ferrario, Electorum lib. I. 1. 9, che lo asserisce, può vedersi una dissertazione di Scipione Maffei nella raccolta d'opuscoli del Calogerà, tom. XLVII. p. 449, ove sostiene che gli antichi non avevano camini al modo nostro. Pure in Aristofane (Vespe, 1. 2) è accennata una canna di camino, in cui poteva star nascosto un uomo; Svetonio (in Vitellio) dice che, in un pasto dato da questo imperatore, la sala bruciò per fuoco appigliatosi al camino (flagrante triclinio ex conceptu camini).