Le tavole trovate ad Eraclea nel golfo di Taranto il 1732 contengono molti ordini sul mantenere sgombre le vie e proibiscono i carri dall'alba fin a decima, salvo poche eccezioni. Inoltre si obbligavano gli abitanti a conservar nette le vie scopando e anaffiando. Naudet, Sur la police chez les Romains, Mém. de l'Institut, vol. IV.

[380]. Dionigi d'Alicarnasso (lib. IV) dice difficile misurare il perimetro di Roma sopra le mura, attesochè son poco facili a seguire in grazia delle case che v'aderiscono da tutte parti. Secondo Paolo (Digest., lib. II), Roma esprimeva tutto l'indeterminato spazio dov'erano case, urbs il solo ricinto legale del pomerio, come oggi Londra e la City.

Di Roma abbiamo due descrizioni fatte sotto Valentiniano e Valente, riferite da Grevio, Thesaurus antiquitatum roman., tom. III; ed una a mezzo il V secolo, in calce alla Notitia dignitatum utriusque imperii.

L'area della città occupava da cinque milioni di metri quadrati, dopo l'ampliazione d'Aureliano; sicchè ogni casa teneva, per un di mezzo, centoquattro metri quadrati. Ciò mostra quanto erano piccole: eppure bisognerebbe mettere venticinque casigliani per ciascuna se si volesse giungere a soli un milione ducentomila abitanti; che è assai meno di quel che alcuni suppongono. Londra ha la superficie di ventimila ottocento ettari, con ducensessantamila fabbricati.

Giusto Lipsio stimò da quattro in cinque milioni la popolazione di Roma, e i successivi copiarono quest'indicazione. La Malle, dal calcolo dello spazio in paragone colle città moderne, non gliene dà più di cinquecentosessantamila. Si avverta però che la mura d'Aureliano non dovea comprendere quello spazio indeterminato che pur chiamavasi città: che con tanti schiavi poteasi molto più affollare la popolazione, stivandoli anche sotto ai tempj e ai pubblici edifizj; e che Augusto dovè proibire di alzar le case più di sette piani. Sappiamo che il grano d'Africa e dell'Egitto, destinato a pascer Roma, era in un anno sessanta milioni di moggia al tempo d'Augusto; cioè il bastevole per circa un milione d'abitanti. Forse tanti erano, contando metà di cittadini e metà fra schiavi e avveniticci. Scemò poi, e Sparziano (in Settimio Severo, VIII. 23) riduce a settantacinquemila moggia il consumo giornaliero di Roma, cioè il consumo annuo in ventisette milioni ducensettantacinquemila; il che limita la popolazione a cinquecentomila.

[381].

Forte ibam via Sacra, sicut meus est mos,

Nescio quid meditans nugarum, totus in illis.

[382]. La prima edizione fu fatta a Firenze il 1496, poi a Venezia l'anno successivo. Dopo d'allora moltissime traduzioni e commenti; e la più illustre è l'edizione in otto vol. in-4º a Udine 1825-30, con trecenventi tavole, commenti e dissertazioni dello Stratico di Zara e del Polini.

[383]. Nat. hist., XXXV. 5.