[34]. Vita s. Epiphanii.
[35]. Variar., XII. 4. È il vin santo: poichè dice che, côlta l'uva in autunno tardo, si sospende o serba in vasi da ciò; a dicembre si pigia, e in mirabil guisa si ha il vino nuovo quando comincia ad esser vecchio.
[36]. Variar., IX. 3.
[37]. In actis concilii Palmaris.
[38]. L'apprensione degli Italiani è espressa in quelle parole di Boezio: Rex avidus communis exitii (De consol., lib. I), e dal Valesiano: Rex dolum Romanis tendebat.
— E quindi ebbero principio quegli rumori, che nutricati e inaspriti da zelo religioso e dalla mondana ambizione dei cherici ... causarono poscia la rovina del dominio gotico in Italia, non senza infinito danno degli Italiani». Ranieri, Storia d'Italia dal V al IX secolo, p. 113. Di questo giudizio appello ai fatti del 1848.
[39]. — Quante volte ho messo a repentaglio il mio stato per salvare i poveri, cui con infinite calunnie molestava la non mai punita avarizia dei Barbari! In grave carestia essendo posto un gravoso balzello alla Compagnia, tale ch'essa ne sarìa stata deserta, io pel comun bene tolsi a difenderla davanti il re contro il prefetto del pretorio, e ottenni non fosse riscosso».
[40].
Carmina qui quondam studio florente peregi
Flebilis, heu! mæstos cogor inire modos.