Boezio in quest'opera mostrasi poco cristiano, e nulla meglio di stoico, tanto che alcuno negò fosse sua fattura, e suppose un Boezio, differente da quello che i Pavesi venerarono poi sugli altari, forse per quel sentimento che anch'oggi fa considerare martiri coloro che cadono per la causa nazionale.
[41]. Omnia regno nostro perfecte constare credimus, si gratiam vestram nobis minime deesse sentimus... Claudantur odia cum sepultis... Illud est mihi supra dominatum, tantum ac talem habere rectorem propitium... Sit vobis regnum nostrum gratiæ vinculis obligatum. Variar., VIII. 8.
[42]. All'egual modo v'entrò Alfonso d'Aragona nel 1442. Questi fatti ci sono descritti da Procopio (De bello goth., l. i. c. 8. 9. 10), ch'era segretario di Belisario, e che esagera sempre in lode di questo.
[43]. Lo dice Procopio; eppure soggiunge che l'esercito goto non bastava a cingere tutta la città. Egli stesso fa uccidere in Milano μυριάδες τριάκοντα, trecentomila maschi (lib. II. c. 7): esagerazione o sbaglio.
[44]. Nel 536 da Belisario, nel 546 da Totila, l'anno appresso da Belisario, nel 549 di nuovo da Totila, nel 552 da Narsete. Gregorio Magno riferisce che san Benedetto avea assicurato che Roma non sarebbe sterminata da Totila, bensì da turbini e tremuoti; e soggiunge che di fatto, a' suoi giorni, si vedevano sovverse mura e case e chiese ed edifizj. Forse a quel tempo sono da attribuire le tante rovine di solidi fabbricati in Roma; chè certo i Barbari non avean ragione di accingersi all'immensa fatica che sarebbesi voluta a scassinarli.
[45]. Nov. 104, De præt. Siciliæ. E al capo 23: Lites inter duos procedentes Romanos, vel ubi romana persona pulsatur, per civiles judices exercere jubemus, cum talibus negotiis vel causis judices militares immiscere se ordo non patiatur. E in calce alle Novelle: Jura insuper vel leges codicibus nostris insertas, quas jam sub edictali programmate in Italiam dudum misimus, obtinere sancimus: sed et eas, quas postea promulgavimus constitutiones, jubemus sub edictali propositione vulgari, ex eo tempore quo sub edictali programmate evulgatæ fuerint, etiam per partes Italiæ obtinere, ut una, Deo volente, facta republica, legum etiam nostrarum ubique prolatetur auctoritas. Annonam etiam, quam et Theodoricus dare solitus erat, et nos etiam Romanis indulsimus, in posterum etiam dari præcipimus; sicut etiam annonas, quæ grammaticis ac oratoribus vel etiam medicis vel jurisperitis antea dari solitum erat, et in posterum suam professionem scilicet exercentibus erogare præcipimus, quatenus juvenes liberalibus studiis eruditi per nostram rempublicam floreant.
[46]. König significa re, e Adelig nobile. Così All-boin tutto reggente; Rose-mond bocca rosata; Au-rich antico signore; Theud-linda benefica al popolo; Ogil-ulf soccorso volontario; Rot-her signor della pace; Ar-preth ricco d'onore; Hund-preth ricco di benevolenza; Cuni-preth ricco di coraggio; Rad-wald pronto e potente; Hildi-brand molto ardente; Rat-gis forte in consiglio; Ahist-hulf pronto al soccorso, ecc.
Paolo Diacono, De gestis Langobardorum, dice che le imprese d'Alboino erano celebrate ne' versi, non soltanto dei Bavari e dei Sassoni, ma di quanti usavano la stessa favella. Vedansi Origo gentis nostræ Langobardorum, stampato in capo all'Editto di Rotari, Torino 1846; e Andrea da Bergamo, Erchemperto, Benedetto da Sant'Andrea, e i continuatori di Paolo Diacono, detti Cassinense, Salernitano, Romano, Barberiniano, Andomarense, Fiorentino, Veneto, Trajectense.
Procopio, De bello gothico.
Anastasio Bibliotecario, De vitis pontificum romanorum.