E tutti gli storici d'Italia, e con qualche novità Lebrecht e Leo, Gesch. von Italien. Amburgo 1829, lib. I; Balbo, Storia d'Italia. Torino 1830; e magistralmente Troya, Storia d'Italia. 1841.

[47]. Du Chesne, App. del tom. I. Rer. Francicarum.

[48]. Paolo Diac., op. cit., lib. II. c. 7.

[49]. Cum uxoribus, natis, omnique suppellectili... cum omni exercitu, vulgique promiscua multitudine. Paolo Diac., lib. II. c. 7. 8.

[50]. Con Onorato vennero a Genova molto clero e patrizj, il vescovo d'Acqui ed altri ragguardevoli personaggi. I Milanesi vi ottennero una chiesa che dedicarono a sant'Ambrogio, e il brolo di Sant'Andrea, un palazzo, le rendite d'alcuni benefizj, e le pievi di Recco, Auscio, Rapallo, Camogli, colle loro decime e possessioni. Vogliono le cronache che molti della bassa Insubria rifuggissero entro la grande palude, detta mar Gerondio, formata dei fiumi Oglio, Serio, Adda; e quivi sopra un isolotto fangoso, detto La Mosa (limosa), fondassero la città di Crema.

[51]. La cronologia dei primi diciassette anni de' Longobardi va molto confusa; nè Muratori, Fumagalli, Lupi la rischiararono a sufficienza. L'unico storico cui ci troviamo ridotti, Paolo Diacono, assegnato il tempo che Alboino uscì di Pannonia, prosegue per note indeterminate, servendosi delle indizioni; perchè allora s'era cessato di notare gli anni per consoli, nè ben introdotta l'êra vulgare. Forse s'accomoderebbero le apparenti contraddizioni cambiando l'anno da cui gli storici cominciano il regno d'Alboino, e desumendolo, non dalla presa di Milano, ma dal suo entrare in Italia, cioè dal principio del 569.

Esso Paolo fa solo ai tempi di Autari conquistato Benevento, e primo duca Zottone. Ma la lettera 46 lib. II di Gregorio Magno è diretta ad Arechi (Arigiso) successore di Zottone; e poichè essa è del 592, se si sottraggono i venti anni che, secondo Paolo, Zottone regnò, saliamo ai tempi dell'assedio di Pavia.

[52]. Paolo Diacono ce ne conservò l'epitafio, uno degli scarsi monumenti di quell'età:

Clauditur hoc tumulo, tantum sed corpore, Droctulf,

Nam meritis tota vivit in urbe suis.