Cum relevata fuit Crema, statumque resumsit.

Per Placentinos grates meruere divinas,

Unde Cremonenses doleant et sine modo flentes

Et fletu quorum lætetur quisque virorum.

Iscriz. presso Alamanno Fino, lib. II.

[142]. Tutini, Disc. de’ sette uffizj, pag. 34. Nell’archivio di Napoli è copia autentica di questo catalogo. Registro di Carlo II al 1322, da pag. 14 alla 63.

[143]. Quella del Barbarossa è l’età eroica delle repubbliche italiane, che perciò v’attaccarono ciascuna tradizioni particolari, singolarmente sulla tirannia de’ suoi podestà, e sul modo con cui se ne redensero. A Bergamo ricordasi un’Antonia, nobile verginella, rimasta viva nella strage del 1168, e che insidiata dal Barbarossa, nè potendo altrimenti salvare l’onestà, si uccise. Vedi Calvi. I Comaschi nominano ancora con orrore il podestà Pagano; e i Cremonesi vantano Zanino dalla Balla, o Baldesio, che però altri portano ai tempi di Enrico III. Un altro Pagano tiranneggiava Padova, che rapì Speronella moglie di Jacopino da Carrara: ma i Padovani se ne vendicarono cacciandolo; donde cominciò l’annua festa del san Giovanni, ecc.

Hans Prutz, Kaiser Friedrich I (Danzica 1871-74, 3 volumi), è una continua giustificazione di quell’imperatore, rimasto leggendario fra i Tedeschi: aver mosso guerra ai Comuni Lombardi sol come ostacolo che erano al suo concetto di sottoporre tutta l’Italia e per essa il Mediterraneo, e in conseguenza tutto il mondo civile, istituendo la vera grandezza dell’impero germanico. «La distruzione di Milano era un avvenimento destinato ad aprire una nuova splendida epoca del regno di Federico».

[144]. Giulini, part. VII. l. 48. — Dilectorum fidelium nostrorum civium Mediolanensium strenuitatem, fidem ac devotionem, quo, ferventiori ceteris affectu, nostræ in dies dignationi gratiores se exhibent. Ap. Puricelli, Monum. Eccl. Ambrosianæ.

[145]. Antiq. M. Æ., tom. I. pag. 622.